“Ucciso dallo stress”, vedova chiede risarcimento al comune di Canicattì

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 gennaio 2014 12:07 | Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2014 12:07
"Ucciso dallo stress", vedova chiede risarcimento al comune di Canicattì

“Ucciso dallo stress”, vedova chiede risarcimento al comune di Canicattì

CANICATTI’ (AGRIGENTO), 16 GEN – La vedova dell’ex segretario comunale di Canicattì Italo Di Maria ha chiesto un milione e mezzo di euro, a titolo di risarcimento, al comune, responsabile, secondo i famigliari, di aver ucciso il dipendente, morto per “lo stress psicofisico accumulato guidando la burocrazia del Comune di Canicattì”. Comune che da lì a poco, nel marzo 2004, sarebbe stata decapitata dall’operazione “Alta mafia”. Di Maria morì nel luglio 2002 mentre si trovava a Palermo nel corridoio del tribunale in attesa di partecipare all’udienza che lo vedeva parte lesa in un processo per calunnia e diffamazione, dove era imputato un consigliere comunale, che fu tra i primi a soccorrerlo. Sulla richiesta dovrà pronunciarsi il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento.