Ultras Roma e Lazio in Mondo di Mezzo: “Legami con Massimo Carminati e Nar”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Dicembre 2014 13:44 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2014 13:45
Massimo Carminati

Massimo Carminati

ROMA – Tanti i “curvaroli”, laziali e romanisti, finiti tra le pagine dell’ordinanza dell’inchiesta “Mondo di mezzo” sulla cosiddetta “Mafia capitale”. Ci sono i giallorossi Fabio Gaudenzi, soprannominato “Rommel”, Riccardo Brugia, lo speaker radiofonico Mario “Marione” Corsi e anche il laziale Fabrizio “Diabolik” Piscitelli. “Lo stadio Olimpico, da sempre il più inquinato d’Italia – come scrive Corrado Zunino di Repubblica – è stato palestra di un gruppo di fiancheggiatori del “rivoluzionario armato” Massimo Carminati”.

“Il legame tra alcuni personaggi ruotanti attorno all’organizzazione mafiosa era rinsaldato dalla medesima militanza nelle fila del gruppo ultras romanista di destra Opposta Fazione” si legge nell’ordinanza. Come racconta Zunino “Opposta Fazione nel settembre 1999 prese la Curva Sud della Roma a pugni e coltelli cacciando i celebri Cucs ed egemonizzando a destra il tifo caldo sotto l’insegna Asr”.

Tra i curvaroli di Of della prima ora – scrive Zunino – c’è il braccio destro di Carminati, Riccardo Brugia, 53 anni: “Stamo inseme da 25 anni”, racconta ancora Gaudenzi, “lui è uno dei più grossi rapinatori di Roma”. Anche Brugia è stato arrestato nell’inchiesta “Mafia capitale”. Poi i fratelli Bracci (arrestato Raffaele, 39 anni). Così i fratelli Placidi. Ancora negli ultimi campionati vanno insieme allo stadio ed è lo stesso Gaudenzi a tranquillizzare, la scorsa stagione, il 21 ottobre, il titolare di un autosalone che teme di essere picchiato all’Olimpico dagli amici di “Rommel”: “Stai tranquillo”, lo rassicura, “stanno tutti con me, nessuno te fa niente…”. C’è poi Mario “Marione” Corsi, 56 anni, pistola dei Nar nei Settanta, lungamente sotto inchiesta con Massimo Carminati e Claudio Bracci per l’omicidio di Fausto e Iaio a Milano, marzo 1978. Corsi, indagato nell’inchiesta di Mafia capitale, nella sua seconda vita è diventato voce radiofonica della Roma calcio. Marione è un ultrà prevaricatore passato dietro una consolle grazie a minacce, bugie e strette frequentazioni di Trigoria. È, tra l’altro, uno speaker capace di portare con sé nugoli di sponsor, cosa che lo rende appetito dalle radio della capitale.
L’ultima che ospita la sua trasmissione “Te lo do io Tokio” è Radio centro suono sport. In un colloquio con Carminati, si ascolta Mario Corsi discutere sul da farsi dopo gli arresti di Riccardo Mancini, l’amministratore di Eur spa ed ex Nar che sta iniziando a parlare sulle tangenti pagate dalla Breda. In un locale di Vigna Stelluti Carminati e Corsi parlano ancora delle cimici piazzate dai carabinieri del Ros, a partire dallo studio dell’avvocato Pierpaolo Dell’Anno. C’è una confidenza antica, un’intesa politica, tra Marione e il Guercio.

Nelle carte dell’inchiestona viene fuori Fabrizio “Diabolik” Piscitelli, 48 anni, ex capo degli Irriducibili della Lazio, arrestato a luglio per traffico di droga. Di lui lo spacciatore internazionale Ferdinando “Freddi”  Mazzalupi dice: “Ha fatto una scalata pazzesca, controlla Ponte Milvio con due albanesi e i napoletani, gente cattiva”. Piscitelli ha in mano quattro locali di zona, il quinto è del figlio del “Guercio”. Uno degli indagati infine, l’assessore allo Sport della giunta Alemanno, Alessandro Cochi, è stato, oltreché capo del Fronte della gioventù, uno dei capi della Curva Nord della Lazio.