Unabomber, legale di Elvo Zornitta: “Non era italiano ma straniero, seguire la pista militare Usa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 marzo 2018 5:30 | Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2018 20:18
Unabomber, legale di Elvo Zornitta torna sulla pista del militare Usa

Unabomber, legale di Elvo Zornitta: “Non era italiano ma straniero, seguire la pista militare Usa”

ROMA – L’avvocato di Elvo Zornitta, Maurizio Paniz, torna a parlare del caso Unabomber e rilancia la pista del militare americano della base di Aviano.

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Unabomber, la storia di un’inchiesta dove il principale indagato è innocente mentre il colpevole resta ancora libero e senza volto. Elvo Zornitta per quasi cinque anni è stato il presunto colpevole di una delle vicende più misteriose e terribili della cronaca italiana: il bombarolo che insanguinò il Nord-Est d’Italia tra il 1994 e il 2006. Il 2 marzo 2009, dopo anni di indagini senza risultati, il GIP di Trieste archiviò ogni accusa nei confronti di Elvo Zornitta.

Il 6 luglio dello stesso anno invece il Tribunale di Venezia condannò a due anni Ezio Zernar, il poliziotto che manomise un lamierino trovato su un ordigno di Unabomber e che avrebbe dovuto incastrare, Elvo Zornitta. Il mistero di Unabomber è stato approfondito su Radio Cusano Campus a “La Storia Oscura”, trasmissione curata e condotta da Fabio Camillacci. Tra gli altri è intervenuto l’avvocato Maurizio Paniz legale di Elvo Zornitta.

L’avvocato Paniz in base agli approfondimenti fatti insieme al suo staff durante il periodo in cui il suo assistito era sotto inchiesta è arrivato a questa conclusione:

“Occupandomi del caso per difendere il mio assistito Elvo Zornitta, ingiustamente accusato di essere Unabomber, -ha detto l’avvocato Paniz- mi sono fatto un’idea ben precisa di questa brutta storia, analizzando tutte le prove a disposizione: alcune delle quali incredibilmente sottovalutate dagli inquirenti. Uno dei prodotti con i quali il tipo di ordigno era stato assemblato, era costituito da una miscela non producibile in Europa ma producibile esclusivamente negli Stati Uniti o in Russia. E’ un particolare tipo di collante diciamo così, ma che in realtà serviva per assemblare il tipo di prodotto che era stato confezionato a mo’ di bomba.

Credo che questo particolare avrebbe dovuto indirizzare gli investigatori verso quei paesi, Usa e Russia, più verosimilmente Stati Uniti se si pensa che proprio vicino al luogo nel quale si verificò la maggior parte degli attentati di Unabomber, vi è una significativa base americana con migliaia di persone: parlo della base friulana di Aviano in provincia di Pordenone. E poi c’è un secondo elemento altrettanto significativo: ovvero, il tratto di lamierino sul quale era stata articolata la prova artefatta con cui l’ispettore Ezio Zernar cercò di incastrare Elvo Zornitta, era stato misurato non col sistema decimale come il nostro, bensì in sistema sassone attraverso i pollici; quindi vuol dire che quel prodotto proveniva da uno dei paesi che usano i pollici come unità di misura e tra questi paesi ci sono gli Stati Uniti. Quindi io fossi stato al posto degli inquirenti avrei indirizzato in quella direzione le analisi e l’approfondimento istruttorio su Unabomber. Bisognava insistere sulla pista militare che fu intrapresa a un certo punto dell’inchiesta e poi accantonata”.

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