Unicef Italia: “Fascista chi critica Ius soli”. Andrea Iacomini si scusa e denuncia minacce di morte

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 dicembre 2017 14:32 | Ultimo aggiornamento: 28 dicembre 2017 14:33
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Unicef Italia: “Fascista chi critica ius soli”. Andrea Iacomini si scusa e denuncia minacce di morte

ROMA – Da tempo la strategia social di Unicef Italia ha attirato l’attenzione degli utenti. I social manager infatti hanno deciso di rispondere a tono ai troll e agli haters che li attaccano, risposte che però a volte possono rivelarsi poco istituzionali e scatenare polemiche. L’ultima arriva dopo la mancata approvazione dello Ius soli in Parlamento, con l’account ufficiale che ha dato del “fascista e idiota” ad un utente che li aveva insultati. A rincarare la dose Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef Italia, che aveva definito “incivile” il Parlamento. Una bufera che, come ha ammesso Iacomini scusandosi, ha rappresentato una caduta di stile, provocando però spiacevoli ed eccessive reazioni: sia lui che la sua famiglia sono stati minacciati di morte.

Il sito Giornalettismo ricostruisce la spinosa vicenda, iniziata con l’Unicef che ha dimostrato tutta la sua delusione per la mancata approvazione della legge sullo Ius soli in Parlamento. Una delusione che gli utenti di Twitter hanno accolto con commenti razzisti e di odio a cui i social dell’istituzione hanno replicato con toni altrettanto forti. A chi gli dava degli idioti, l’Unicef su Twitter ha replicato con “fascisti”. Iacomini ha spiegato al Mattino:

“Abbiamo avuto una caduta di stile, lo riconosco. Devo dire però che in queste ore sto ricevendo minacce di morte per me e i miei familiari e che abbiamo semplicemente risposto ad un utente che ci aveva subissato la bacheca di insulti”.

A scatenare anche le reazioni politiche, a partire da quella di Maurizio Gasparri che ha annunciato un’azione legale contro Iacomini, è stato il comunicato ufficiale di Unicef Italia, scrive Giornalettismo:

“con le pagine Facebook e Twitter di Unicef Italia e di Andrea Iacomini prese di mira da centinaia di persone. Un utente, in particolare, è stato protagonista di un serrato botta e risposta con l’organizzazione, in cui l’ha appellata più volte «idiot». Dall’altra parte dello schermo il social media manager di Unicef Italia deve aver perso la pazienza e in un tweet ha definito «idiota e fascista» l’utente in questione.

Il cinguettio ha fatto inasprire la bufera contro l’organizzazione, scatenando una vera e propria pioggia di insulti, anche pesanti. E – come rivela Andrea Iacominial Mattino – anche minacce di morte nei suoi confronti. Il portavoce, pur chiedendo scusa per il tweet inappropriato, tiene a spiegare da cosa è stato scaturito:

«Abbiamo sbagliato, ma sono mesi che cerchiamo di documentare con dati le nostre battaglie anche in maniera aspra. Spesso avendo riscontri di persone che prendono atto e ci chiedono scusa. C’è una pagina sui social composta da 130mila utenti che ci attacca continuamente, erano le 2 di notte, quella persona ci ha offeso ripetutamente chiamandoci idioti. A quel punto abbiamo perso le staffe, ma non significa che tutti coloro che sono contrari allo ius soli per noi sono idioti o fascisti. Ci rivolgevamo solo a quella persona che ci ha insultati di continuo. Se però è un modo di far parlare della vicenda lo rivendico, come è stato per la Siria, lo Yemen e tanti altri casi. Bisogna far luce»”.

Iacomini ha poi aggiunto che le loro parole sono state dettate anche dalla delusione e dalla disperazione per una promessa non mantenuta:

“Se ho contribuito ad alzare i toni me ne scuso, ma l’ho fatto per focalizzare l’attenzione sugli 800mila bambini che non avranno la cittadinanza. Sono state parole dettate dalla disperazione e dall’indifferenza di chi ci ha illuso dicendoci che avrebbe approvato lo ius soli. Ci era stato detto fino al giorno prima della calendarizzazione in aula che lo ius soli era una battaglia di civiltà. Quindi, di conseguenza, non approvarlo è stato incivile. Perché il Pd ha portato il provvedimento in Senato se non aveva i numeri? Così si dicono bugie agli italiani”.

Intanto Articolo 21 ha espresso piena solidarietà a Iacomini per gli attacchi ricevuti:

“Le aggressioni squadristiche non sono solo un triste ricordo del “Ventennio” o di qualche lontano ed esotico regime, sappiate che vi sbagliate. Avvengono ancora, avvengono oggi. Avvengono in Italia. Il 23 dicembre, a seguito di una serie di assenze (mirate?) e trasversali, il Senato blocca la discussione della riforma della cittadinanza, attesa da oltre 800mila bambini e adolescenti di origine straniera che vivono, studiano e in molti casi sono anche nati in Italia. La discussione era stata calendarizzata all’ultimo momento utile prima dello scioglimento delle Camere: per tutti lo slittamento lascia intendere chiaramente che la riforma, dopo anni di lavoro in Parlamento e fuori, è di fatto affossata.

In qualità di giornalisti impegnati da sempre per la tutela del diritto di espressione Articolo21 esprime la piena solidarietà all’UNICEF e al suo portavoce, e chiediamo con forza a tutti gli esponenti politici che hanno a cuore i valori costituzionali – a cominciare dalle figure di rilievo istituzionale – di pronunciarsi chiaramente contro questa vergognosa aggressione”.