Università: “Rete nazionale di concorsi pilotati”. Sospetti anche sull’Opus Dei

Pubblicato il 1 Aprile 2011 9:59 | Ultimo aggiornamento: 1 Aprile 2011 9:59

BARI – La rete sarebbe a livello nazionale e avrebbe puntato a gestire i concorsi universitari. Selezionando chi mettere nei ruoli chiave in un sistema di scambi di favore e lotte di potere. Concorsi già decisi, nomi scelti con cura nell’ambito di incontri in circoli chiusi. Così si muoveva la rete secondo quanto stanno accertando le indagini della procura di Bari che mercoledì hanno portato all’ esecuzione di perquisizioni a carico di 22 docenti universitari di undici città. E per la prima volta, scrive Repubblica, i sospetti si addensano anche su alcuni membri dell’Opus Dei. “E per la prima volta negli atti della guardia di finanza si parla del ruolo dell’Opus dei, i cui membri tenevano i fili della rete nella quale avvenivano gli scambi reciproci”, scrive il quotidiano.

I docenti coinvolti farebbero parte di una sorta di circoli privati, all’interno dei quali – secondo la procura – si decideva il destino dei concorsi e dei candidati agli stessi, attraverso accordi, scambi di favore, sodalizi e patti di fedeltà. Una decina i concorsi per docenti di prima e seconda fascia all’attenzione della magistratura barese, nelle materie di diritto costituzionale, diritto canonico e diritto pubblico comparato. Gli accordi tra i ‘baroni’ avvenivano anche, stando alle intercettazioni telefoniche, durante congressi nazionali in cui i referenti di ciascun ateneo potevano incontrarsi e dare indicazioni su svolgimento ed esito delle prove. Nel fascicolo, aperto nel 2008 per fatti risalenti agli anni 2006-2011, i pm Francesca Romana Pirrelli e Renato Nitti ipotizzano i reati di associazione per delinquere finalizzata a corruzione, abuso d’ufficio e falsità ideologica.