“Università, concorsi truccati da Trento a Bari”: 35 denunciati, anche 5 “saggi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 ottobre 2013 9:30 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2013 9:31

"Università, concorsi truccati da Trento a Bari": 35 denunciati, anche 5 "saggi"BARI – Concorsi truccati per accedere alle cattedre universitarie. Da Trento a Bari, passando per Milano Bicocca e Roma Tre, sono 35 i professori ordinari denunciati, tra cui 5 saggi del governo Letta, con le accuse di associazione a delinquere, corruzione, falso e truffa aggravata. Alcuni professori delle facoltà di diritto italiane sono stati intercettati dalla Guardia di Finanza, che ha scoperto come i docenti “sorteggiati” per le commissioni nazionali per assumere nuovi professori si scambiassero voti di “reciproca lealtà”.

Tra loro anche cinque “saggi” del governo, scrivono Carlo Bonini e Giuliano Foschini su Repubblica:

“Consona al prestigio degli interlocutori, denunciati a vario titolo al pm barese Renato Nitti per associazione a delinquere, corruzione, falso, truffa aggravata. Trentacinque professori ordinari, cinque dei quali nell’elenco dei 35 saggi scelti da Enrico Letta per accompagnare il progetto di riforma costituzionale. Parliamo di Augusto Barbera (Università di Bologna), Beniamino Caravita di Toritto (La Sapienza di Roma), Giuseppe De Vergottini (Università di Bologna), Carmela Salazar (Università di Reggio Calabria), Lorenza Violini (Università di Milano)”.

Le indagini, spiega Repubblica, iniziano nel 2008 presso l’università telematica “Giustino Fortunato”, di Benevento, che grazie al rettore Aldo Loiodice divenne una succursale dell’università di Bari:

“Tirando il filo che parte dalla “Giustino Fortunato”, l’indagine si concentra infatti sui concorsi di tre discipline — diritto costituzionale, ecclesiastico, pubblico comparato — accertando che i professori ordinari “eletti nell’albo speciale” e dunque commissari in pectore della Commissione unica nazionale sono spesso in realtà legati da un vincolo di “reciproca lealtà” che, di fatto, li rende garanti di vincitori già altrimenti designati dei concorsi che sono chiamati a giudicare. Non ha insomma alcuna importanza chi viene “sorteggiato” nella Commissione”.

La prova, per la Finanza, sarebbero le conversazioni dei prof insospettiti, che citano Shakespeare e parlano in latino:

“È il caso dell’atto terzo, scena quarta del Macbeth. «Ciao, sono l’ombra di Banco», ammonisce un professore, rivolgendosi ad un collega. Già, Banco: la metafora della cattiva coscienza”.

E nelle intercettazioni arrivano anche i 5 nomi dei saggi di Letta, che vengono fatti in due concorsi, scrive Repubblica:

“Quello da ordinario di diritto costituzionale bandito dall’Università Europea di Roma e quello da associato in quel di Macerata. E accade anche che vengano segnalati nell’indagine l’ex Garante per la privacy Francesco Pizzetti e l’ex ministro per le politiche europee Anna Maria Bernini (concorso da ordinario di diritto pubblico comparato dell’Università europea di Roma)”.

Il saggio De Vergottini “trasecola”, scrive Repubblica:

“«Non ho ricevuto né avvisi di garanzia, né avvisi di proroga delle indagini — spiega — E comunque, l’ultima commissione di cui ho fatto parte è del’99. Sono fuori ruolo dal 2009 e posso serenamente escludere di aver mai pilotato un concorso o aver avuto interesse recente in un mio allievo. Ritengo dunque probabile, che qualcuno abbia fatto il mio nome al telefono».

Caravita di Toritto invece, spiegano gli avvocati Renato Borzone e Nicola Quarant, ha ricevuto un avviso di proroga:

“«Il professore è stato perquisito e ha ricevuto un avviso di proroga. Stiamo però ancora cercando di capire di cosa si parli, visto che il professore è estraneo a ogni accusa»”.