Finisce gli esami con due anni di anticipo ma non può laurearsi: vietato

Pubblicato il 13 Dicembre 2011 8:56 | Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre 2011 12:17

Luigi Frati, rettore della Sapienza (Foto LaPresse)

ROMA – Troppo bravo per l’università italiana: Luca Pompei ha sostenuto tutti i 29 esami di Giurisprudenza alla Sapienza di Roma in due anni, con una media del 28,48, ma non può laurearsi, le regole non lo consentono. E così Luca, come ha raccontato al Messaggero, ha deciso di ricorrere al Tar.

Dopo il liceo classico, dove non era un fenomeno, Luca si è iscritto nel 2009 alla facoltà di Giurisprudenza. Sostenendo tutti gli esami in tempi record, dopo aver sostenuto in settembre l’ultimo esame avrebbe voluto laurearsi a novembre, ma non può.

Alla richiesta della tesi, il preside della facoltà di Giurisprudenza, Mario Caravale, gli dice che dovrà aspettare.Luca parla anche con il rettore, Luigi Frati, ma nulla: dovrà attendere i tempi della burocrazia.

Lo stesso rettore ha spiegato al Messaggero che  “Le regole vengono date da una delibera interna che stabilisce che la laurea si può anticipare al massimo di un anno. C’è stata una mancanza di controlli dovuta anche all’alto numero di studenti di Giurisprudenza. Esiste un obbligo di frequenza. Vorrei capire come ha fatto questo studente a essere contemporaneamente a più lezioni. Temo non l’abbia potuto fare. I tempi per la laurea sono decisi anche in base a questo”.

Luca invece non si arrende e fa ricorso al Tar: “Non mi hanno fatto laureare a novembre. E sapete qual è il motivo? Perché ho fatto gli esami in tempi troppo rapidi. Senza considerare come mi hanno trattato, mi hanno fato sentire un delinquente soltanto perché ho bruciato le tappe. Quasi volessi violare le regole”, ha denunciato al Messaggero.

Per di più oltre al danno la beffa: gli sarebbero bastati quarantadue punti in più per arrivare alla media del 29 e laurearsi a maggio del 2012. E invece ha fatto in fretta solo per essere costretto ad attendere: “Mi sarei aspettato di essere incoraggiato, non c’è da meravigliarsi se la prima cosa che farò sarà andare via dall’Italia”,