Università gratis per i richiedenti asilo, rivolta studenti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Dicembre 2015 21:20 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2015 21:21
Università gratis per i richiedenti asilo, rivolta studenti

Università gratis per i richiedenti asilo, rivolta studenti

BOLOGNA – Università gratis per chi richiede asilo. Le nuove norme sull’ISEE hanno mandato su tutte le furie gli studenti (italiani) che si sono trovati spiazzati dal nuovo calcolo che ne esclude moltissimi da borse di studio e sovvenzioni statali. Il senato accademico dell’Università di Bologna ha deciso infatti che dall’anno prossimo potranno diventare studenti della più antica Università italiana tutti i “richiedenti asilo”, senza pagare le tasse.

Giuseppe De Lorenzo per Il Giornale ha riportato la notizia scrivendo che:

Chiunque mette piede nel territorio bolognese potrà – in linea di principio – fare richiesta d’iscrizione gratuita. Anche i terroristi, per dire. Perché l’accettazione non tiene conto dei parere della Commissione territoriale per la richiesta di asilo politico. Ma la anticipa.

E questo nonostante più di una denuncia pubblica da parte degli addetti ai lavoro abbia dimostrato che non tutti dei migranti ottengono poi il permesso di soggiorno. La maggioranza di loro incassa un netto diniego e dovrebbe, in teoria, essere espulso in quanto clandestino. Una mediatrice culturale, qualche settimana fa, raccontò proprio ailGiornale.it come molte delle storie di sofferenza dei migranti sono false e imparate a memoria.

Al Rettore dell’Alma Mater Studiorum, evidentemente, non interessa. “Questa decisione – spiega in una nota Alessandra Scagliarini, prorettore per le relazioni internazionali- accoglie l’invito della Commissione europea a sviluppare forme di integrazione per gli studenti costretti a interrompere il proprio percorso formativo perché perseguitati o in fuga da zone di guerra”. Quello che l’Università non spiega è che in realtà le persone cui permette di iscriversi (richiedenti asilo, richiedenti protezione internazione e rifugiati politici) non sono tecnicamente persone “in fuga da guerre”. Lo sono potenzialmente, ma finché la Commissione non avrà concesso loro il permesso di soggiorno non possono godere di questo status.