Università: “Monti ha cassato la legge che aiuta i giovani ricercatori”

Pubblicato il 26 Marzo 2012 14:17 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2012 14:18

Rita Levi Montalcini (Foto LaPresse)

ROMA – Niente più assegnazione del dieci per cento dei fondi nazionali per l‘Università in base alla “valutazione tra pari”, e niente più limite dei quarant’anni per i ricercatori candidati al bando e per i professori della commissione che doveva scegliere i ricercatori. Questi criteri, di stampo anglosassone, erano stati introdotti dalla finanziaria del 2007, ma sono stati cancellati dal decreto legge su semplificazioni e sviluppo.

Il provveddimento all’epoca entrò grazie all’aut aut della senatrice a vita Rita Levi Montalcini, che spiegò che avrebbe votato la fiducia al governo Prodi solo se quel provvedimento fosse entrato in finanziaria. E il provvedimento, come ricorda oggi la Stampa, entrò.

A scriverlo fu Ignazio Marino, chirurgo e senatore del Pd, che adesso con Levi Montalcini ha firmato un appello al governo perché “non cancelli il futuro di tanti giovani che coltivano la speranza di poter fare ricerca in Italia”.

Il progetto, scrive la Stampa, ha permesso di assegnare finanziamenti per circa mezzo milione di euro ciascuno a più di cento programmi. Inoltre con questo provvedimento si è potuto affidare la valutazione ai giovani ricercatori, stranieri compresi, svincolati da cordate e blocchi di potere.

Marino ha presentato un emendamento per cancellare la nuova norma, e minaccia di non votare il testo del governo. Anche Rita Levi Montalcini non l’ha persa bene: “Eravamo riusciti con immane fatica a inserire una norma che ci avvicinava alla comunità scientifica internazionale e ora vogliamo abolirla? Così l’accesso ai finanziamenti sarà di nuovo possibile solo a chi ha le giuste amicizie e non la necessaria preparazione acquisita in anni di studio, magari negli scantinati di qualche facoltà per pochi euro”.