Università: sempre più disoccupati ad un anno dalla laurea

Pubblicato il 17 Marzo 2010 14:16 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2010 16:12

Mondo del lavoro sempre meno accessibile per i laureati italiani, anche quelli più “forti”, che lavorano e guadagnano meno.

«Negli anni economicamente più critici nelle campagne si risparmia su tutto ma non sulla semina. E la stessa saggezza dovrebbe avere il governo investendo, in questa fase di congiuntura negativa, sui giovani». E’ il messaggio che manda il consorzio Almalaurea constatando, nel suo ultimo rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati (che riguarda i laureati 2008 intervistati dopo un anno dalla tesi) che la crisi economica ha avuto ripercussioni non da poco anche sui neolaureati che lavorano e guadagnano meno rispetto a un anno fa.

Lievita sensibilmente la disoccupazione rispetto all’anno passato, non solo fra i laureati triennali (dal 16,5 al 22%), ma anche fra i laureati magistrali (dal 14 al 21%) e fra gli specialistici a ciclo unico (medici, architetti, veterinari, ecc.): dal 9 al 15%. Una tendenza questa che si registra indipendentemente dal percorso di studio (anche fra quelli tradizionalmente più solidi come quelli ingegneristici ad esempio) e dalla sede dove si è studiato.

Rispetto alla precedente rilevazione, tutti i tipi di laurea esaminati hanno manifestato bruschi segnali di frenata della capacità di essere assorbiti dal mercato del lavoro: tra i laureati di primo livello il tasso di occupazione è sceso di quasi 7 punti percentuali (62% rispetto al 69% dell’anno scorso), tra i colleghi specialistici la contrazione registrata è di oltre 7 punti (45,5%, solo un anno fa, era del 53%), mentre tra gli specialistici a ciclo unico è di oltre 5 punti percentuali (37%; il precedente tasso di occupazione era del 43%).

Buste paghe più leggere. Il guadagno ad un anno dal “pezzo di carta” supera complessivamente i 1.050 euro netti mensili: in termini nominali 1.057 per gli specialistici, 1.109 per il primo livello, 1.110 per gli specialistici a ciclo unico. Rispetto alla precedente rilevazione, le retribuzioni nominali risultano in calo per tutte le tipologie di lauree considerate: la contrazione oscilla dal 2% tra i laureati di primo livello, al 3% tra i colleghi a ciclo unico fino a lievitare al 5% tra quelli specialistici.

Con queste premesse – osserva Almalaurea – è naturale attendersi un quadro ancor più critico se si considerano le retribuzioni reali, ovvero se si tiene conto del mutato potere d’acquisto.

Le difficoltà sono confermate anche dalle richieste di laureati inoltrate dal mondo produttivo alla banca dati AlmaLaurea: il primo bimestre 2010, rispetto al corrispondente bimestre dell’anno precedente, mostra un calo nelle richieste di laureati del 31%; una contrazione della domanda superiore a quella dello stesso periodo dell’anno precedente e che coinvolge la quasi totalità dei percorsi di studio, anche quelli solitamente al vertice dell’occupazione (meno 37% nel gruppo Economico-statistico, meno 9% in Ingegneria).

Stage. Se è vero che l’esperienza di stage maturata durante gli studi si associa a un significativo vantaggio in termini occupazionali rispetto a chi non vanta un’analoga esperienza, rispetto alla rilevazione dello scorso anno si affievolisce il vantaggio occupazionale di coloro che realizzano un’esperienza di stage o tirocinio formativo dopo l’acquisizione del titolo: il tasso di occupazione è pari al 49%, rispetto al 46% di chi non ha effettuato questo tipo di esperienza (+3 punti percentuali, contro i 6,5 punti dello scorso anno).