Untore Hiv, Claudio Pinti condannato a 16 anni e 8 mesi di carcere per lesioni e omicidio volontario

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 marzo 2019 14:34 | Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2019 15:09
Claudio Pinti untore Hiv condannato a 16 anni e 8 mesi di carcere

Untore Hiv, Claudio Pinti condannato a 16 anni e 8 mesi di carcere per lesioni e omicidio volontario

ANCONA – Ha contagiato volontariamente la compagna con l’Hiv, poi morta nel giugno 2017. Poi ha trasmesso il virus anche a un’altra donna con cui ha avuto una relazione. Claudio Pinti, 35 anni ed ex autotrasportatore di Montecarotto, è stato condannato a 16 anni e 8 mesi di carcere.

Le accuse nei confronti di Pinti sono di lesioni gravissime e omicidio volontario. Secondo i giudici, riporta l’Ansa, l’untore dell’Hiv ha volontariamente contagiato la compagna, inducendone poi la morte, e un’altra 40enne con cui ha avuto una relazione. Pinti sapeva bene di essere sieropositivo, ma non lo ha mai detto alle donne che ha frequentato.

La sentenza è stata emessa con rito abbreviato dal gup Paola Moscaroli della Procura di Ancona. La difesa dell’imputato, detenuto ricoverato in ospedale e scortato in aula dalla penitenziaria, valuterà il ricorso in appello.

Il giudice ha riconosciuto alle varie parti offese complessivamente 525mila euro di provvisionali di risarcimento mentre la quantificazione completa dei danni dovrà essere fatta in sede civile. In tutto le parti civili hanno chiesto oltre 7,5 milioni di euro. Intanto il tribunale ha concesso: 50mila all’ex fidanzata che con la sua denuncia innescò le indagini della Squadra Mobile di Ancona che arrestò Pinti nel giugno 2018, stessa cifra al figlio di lei e ai suoi genitori.

Ai familiari della compagna deceduta di Pinti – figlia, padre e madre – il gup ha ‘assegnato’ 100mila euro a testa di provvisionale, oltre a 25mila euro alla sorella. L’imputato ha sempre rinnegato la malattia. In udienza, tramite i suoi legali, aveva chiesto di fare dichiarazioni spontanee e di presentare una memoria integrativa difensiva. Il giudice ha respinto l’istanza, perché il 14 marzo erano previste solo le repliche. La motivazione del verdetto verrà depositata entro 90 giorni.

Fonte Ansa