Uranio, trovate tracce nel midollo del militare morto suicida. “Era malato, ignorato dai vertici”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 maggio 2019 16:48 | Ultimo aggiornamento: 28 maggio 2019 16:49
uranio militare

Uranio, trovate tracce nel midollo del militare morto suicida. “Era malato, ignorato dai vertici”

ROMA – Tracce di uranio sono state trovate nel midollo di Luigi Sorrentino, un caporal maggiore scelto di Torino, morto suicida lo scorso 23 ottobre. E’ quanto sostiene l’Osservatorio Militare secondo il quale le tracce di U 238 nel campione di midollo sono state rintracciate attraverso l’analisi con Ms spettrometria di massa dal professore Claudio Medana, del Dipartimento di biotecnologie molecolari e scienze della saluta dell’Università di Torino.

Malato di leucemia linfoblastica acuta e “ignorato dall’amministrazione militare che ovviamente gli aveva negato tutto”, sostiene ancora l’Osservatorio, il militare è caduto in uno stato di depressione che lo ha portato al suicidio. La scoperta “è una svolta storica del caso uranio e sgombra il campo da ogni dubbio sia sull’esposizione che sulla nocività di questo materiale” conclude l’Osservatorio sostenendo che nei prossimi giorni “ulteriori esiti di altre ricerche daranno ulteriori prove del perché tra i militari italiani si sono già registrati 366 morti e 7500 malati”. 

“A breve ci sarà una legge per tutelare i diritti dei militari che hanno dato la loro disponibilità per il loro Paese. Non sarà più il militare a dover dimostrare che si sia ammalato al servizio del Paese, ma sarà la difesa a dover dimostrare che la malattia non sia collegata al servizio reso”. Lo ha annunciato il ministro della Difesa Elisabetta Trenta spiegando che la legge sarà collegata a tutti quei militari che si sono malati mentre servivano in alcune zone del mondo, in particolare alle vittime dell’uranio impoverito. Secondo la ministra la misura servirà a “rendere sempre più vicini militari e cittadini, una grande risorsa del Paese. Sogno un cittadino che incontrando un militare possa dirgli: grazie per il tuo servizio. Miro a questo, e vediamo se ci arriviamo”. (fonte ANSA)

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