Usa/ Crollano le importazioni nel settore calzaturiero. Il Dipartimento del Commercio americano lancia l’allarme

Pubblicato il 20 agosto 2009 20:24 | Ultimo aggiornamento: 20 agosto 2009 20:24

TO030309EST_0021Crollano le importazioni di scarpe sulla piazza statunitense. Sembra che la crisi tocchi tutti e a farne le spese sono paesi come Cina, Brasile, Thailandia che hanno subito notevoli riduzioni sul mercato americano.

È quanto emerge da un’analisi di Trend Calzaturiero sulla base dei dati del Dipartimento del Commercio americano. Numeri che nel caso di Pechino, leader assoluto mondiale, rivelano nel primo semestre 2009 un export inferiore a un miliardo di paia, in calo dell’11,4% rispetto alla prima metà del 2008. Ancora più robuste le perdite sul mercato a stelle e strisce a carico di Brasile, Thailandia e Italia, con riduzioni comprese tra il 26 e il 27 per cento su base annua.

Per le scarpe tricolore, in particolare, dai 10,4 milioni di paia i volumi Oltreatlantico, secondo il dipartimento del Commercio Usa, sono scesi in questi primi sei mesi a quota 7,6 milioni, facendo segnare, anno su anno, un meno 26,5%. Nel complesso gli Stati Uniti hanno importato, da gennaio a giugno 2009, 1,1 miliardi di paia di scarpe, per l’86% di marca cinese.

Un quantitativo inferiore del 10,7% a quello del primo semestre 2008, che ha generato un esborso di 8 miliardi e mezzo di dollari, in calo del 7,7%. In termini monetari l’Italia ha visto andare in fumo in Usa oltre un terzo (il 36,2% per l’esattezza) del fatturato realizzato nei primi sei mesi del 2008 (da 581 a 370 milioni di dollari).

Cedono quasi il 30% il Brasile e il 28,5% la Thailandia, mentre la Cina ha limitato le perdite in termini monetari a un meno 5,1% (da 6,8 a 6,4 miliardi di dollari). Al contrario, nonostante i timori espressi dall’industria calzaturiera locale, segna un forte incremento il giro d’affari del Vietnam (+20%), che nel mercato americano ha inviato in questo primo semestre 67 milioni di paia di scarpe (+19, 7%).

Crescita a doppia cifra anche per l’Indonesia, con progressi dell’11,5% a volume e del 14,4% in termini monetari. Quanto ai valori unitari – conclude Trend Calzaturiero – resta ampia la differenza (anche sul piano qualitativo) tra le scarpe italiane, importate in Usa a un prezzo medio di 48 dollari al paio, e il made in China ceduto sul mercato americano a meno di 7 dollari. Per il prodotto vietnamita si rileva in media un valore attorno a 11 dollari al paio, analogo a quello indonesiano, a fronte dei 10 dollari delle scarpe brasiliane e dei 12 abbondanti di quelle tailandesi.