Ustica trent’anni dopo. Il ricordo a Bologna

Pubblicato il 27 Giugno 2010 16:11 | Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2010 16:11

Era il 27 giugno del 1980 quando l’aereo Dc9 Ih 870 dell’Itavia, partito da Bologna e diretto a Palermo, scomparve dai radar, per inabissarsi tra le isole di Ustica e Ponza. Ottantuno persone persero la vita

Trent’anni e poche risposte dopo, si celebra l’anniversario di quella strage, in un clima di polemiche e accuse.

La città del ricordo è Bologna, da dove le vittime partirono trent’anni fa, ma le polemiche della Capitale sono arrivate fin qui.

La presidente dell’associazione dei parenti delle vittime Daria Bonfietti torna a chiedere i nomi dei responsabili. A confortarla, le parole del presidente Giorgio Napolitano, che il 26 giugno ha sollecitato “il contributo di tutte le istituzioni a un ulteriore sforzo per pervenire a una ricostruzione esauriente e veritiera”.

In Comune, Bonfietti ha letto poi i telegrammi inviati dal presidente della Camera Giancarlo Fini e dal presidente del Senato Renato Schifani. E ha ammonito :”Bisogna smettere di fare polemiche. Ci mancano i nomi dei responsabili, conquistiamoli!”.

Presenti alla cerimonia nella Sala del consiglio di Palazzo d’ Accursio i rappresentanti delle istituzioni emiliane e siciliane: tra gli altri, il commissario straordinario di Bologna Anna Maria Cancellieri, il sindaco di Ustica Aldo Messina e l’assessore ai beni culturali della Regione siciliana Gaetano Armao.

Tutti si sono poi spostati in piazza VIII Agosto, dove è stata allestita l’opera di Flavio Favelli che ha ricostruito il telo che copriva il Dc9 Itavia, nelle sue dimensioni originali. Un telo disteso sull’asfalto dell’enorme piazza, quasi a riprodurre un aereo pronto a decollare, come ha spiegato l’artista.

Tappa successiva della commemorazione il museo della memoria di Ustica, in zona Bolognina, dove è conservato il relitto ricomposto dell’aereo con l’installazione di luci, specchi e voci firmata da Christian Boltanski.