Usura, arresti nel casertano: in manette anche consigliere comunale

Pubblicato il 16 Novembre 2010 19:40 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2010 19:59

L’operazione denominata ”Faccia d’angelo”, della Dda di Napoli che ha coordinato le indagini dei carabinieri di S.Maria Capua Vetere, si è conclusa con sei arresti tra i quali quello del consigliere comunale di S.Maria Capua Vetere Francesco Cecere, di 54 anni. L’indagine si è sviluppata attorno alla figura del cancelliere dell’Ufficio di Sorveglianza Tribunale sammaritano Vincenzo Borrozzino, di 38 anni anch’egli arrestato, e a due affiliati a clan camorristici, Vittorio Casertano,di 45 anni, già indagato per associazione mafiosa, in passato gestore di due aree di parcheggio a Santa Maria Capua Vetere e Antonio Amato, 48 anni, fratello del capo dell’omonimo clan e anch’esso indagato per associazione mafiosa.

L’indagine è scattata in seguito della scoperta di una truffa ai danni di banca di Venafro(Is) da parte di Borrozzino e portata a termine per pagare debiti usurai contratti con due degli indagati, Vittorio Casertano e il consigliere comunale. Dalle indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura della Repubblica di S.Maria Capua Vetere, emersero stretti legami di Francesco Cecere con Antonio Amato. L’inchiesta, trasferita per competenza alla Dda di Napoli, ha consentito di accertare, tra l’altro, che Borrozzino, al fine di procurarsi il denaro preso a prestito e nel timore di rappresaglie da parte dei creditori, soprattutto degli affiliati al clan operante nella zona, aveva realizzato truffe ai danni di societa’ finanzierie in collaborazione con Vittorio Casertano, grazie a falsi documenti messi a disposizione da altri due destinatari dei provvedimenti restrittivi, Pasquale Di Meo, di Marano di Napoli, e Raffaele Di Matteo, ragioniere di 39 anni di Macerata Campania.

Gli arrestati sono accusati a vario titolo di usura e tentata estorsione, commessi con l’aggravante del metodo mafioso nonchè di ricettazione, contraffazione di documenti, utilizzo di documenti contraffatti, contraffazione e uso del sigillo di Stato applicato sulla documentazione apparentemente emessa dalla procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e del Giudice di Pace di Maddaloni e Montesarchio.