Va in chiesa poi si uccide nel cortile in ospedale a Torino

di Mario Tafuri
Pubblicato il 12 Dicembre 2015 14:38 | Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2015 14:40
Entra in chiesa e si uccide nel cortile in ospedale a Torino

Macchine dei carabinieri davanti alla chiesa dell’ospedale Maria Vittoria a Torino, dove un medico di 59 anni prima è entrato poi si è sparato uccidendosi

TORINO – Prima è entrato in chiesa, poi si è sparato, uccidendosi. Così, un dirigente medico dell’ospedale Maria Vittoria di Torino non ha retto la crescente tensione provocata dalla ristrutturazione della sanità pubblica in Piemonte e si è ucciso, sparandosi un colpo di pistola nel cortile.
Lavorava in immunoematologia, aveva 59 anni, una brutta età se rimani senza lavoro, specie se i posti di lavoro disponibi si riducono ogni giorno di più.

Prima di uccidersi, il medico è entrato nella chiesetta interna al complesso ospedaliero, c’è rimasto qualche minuto, forse ha chiesto perdono a Dio del suo gesto e della sua disperazione. Poi è uscito e si è sparato. Non sembra avere lasciato spiegazioni e comunque i carabinieri non ne hanno diffuso.

La ristrutturazione in corso negli ospedali pubblici è molto pesante. Ci saranno accorpamenti di reparti, tagli di posti da primario.

“Per arginare il fenomeno burnout a Torino nascerà il primo centro italiano che si occupa di questo problema. Un dopolavoro per medici, infermieri e tirocinanti, per imparare ad affrontare situazioni di emergenza e a collaborare fra colleghi. Il progetto è dell’Università e coinvolge le Asl 2 e 3, Mauriziano, Sant’Anna e San Giovanni Bosco”,

spiegano Federico Genta e Lodovico Poletto sulla Stampa:

“il taglio del numero dei responsabili dei reparti di punta causerà riduzioni di stipendi (la metà) a chi perde l’incarico”.

Fra i medici cresce il malcontento cresce. Tra i colleghi del dirigente suicida, riferiscono Genta e Poletto, c’è chi dice:

“Non è un caso che un medico si sia ucciso proprio qui, in pubblico”.