Vaccini, falsificano i certificati della figlia per l’asilo: genitori indagati

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 marzo 2019 18:57 | Ultimo aggiornamento: 3 marzo 2019 18:57
Vaccini, falsificano i certificati della figlia per l'asilo: genitori indagati

Vaccini, falsificano i certificati della figlia per l’asilo: genitori indagati (Foto Ansa)

BERGAMO  –   Avrebbero “ritoccato” le date della lettera con cui erano stati convocati per far vaccinare la loro figlia di tre anni in vista dell’iscrizione in un asilo: per questo due genitori della provincia di Bergamo sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di falsità materiale commessa dal privato. 

A far scattare l’indagine sono stati i controlli a campione per accertare il rispetto della legge sull’obbligo vaccinale. Dalle verifiche incrociate sono risultate discrepanze tra le date della documentazione rilasciata dall’Ats e quelle presentate dai genitori alla scuola materna.

Nel secondo caso era posticipata la data della lettera ricevuta e dell’appuntamento all’Ast dove si sarebbero dovuti presentare con la bimba. Da qui l’avvio dell’inchiesta.

La coppia respinge le accuse e sostiene di aver “cercato di posticipare il termine delle vaccinazioni per tutelare la figlia” dai presunti rischi che, a loro dire potrebbe correre, in quanto c’è un precedente familiare e cioè “una danno grave e permanente da vaccino” riconosciuto a una zia, per la precisione alla sorella della mamma. Per via di tale precedente, su cui avrebbero chiesto all’Ats un consulto specifico senza avere avuto risposta, avrebbero modificato le date. La bimba dunque non è ancora stata vaccinata e se non si provvederà entro il prossimo 27 marzo dovrà lasciare l’asilo.

In Lombardia “ci sono tutti gli strumenti per verificare se i propri figli sono incompatibili con le vaccinazioni – ha detto l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, intervenendo sul caso -. Chi commette atti come la falsificazione dei certificati corre rischi inutili e assurdi che hanno anche conseguenze penali”.

Oltre a ricordare che “manomettere” un documento o certificato vaccinale oppure rilasciare una autocertificazione non veritiera “è un reato”, il titolare della sanità lombarda ha sottolineato che, come prevede la legge, “tutti coloro che hanno problemi non vengono vaccinati. E’ sufficiente la dichiarazione del pediatra”.

In più, ha tenuto a precisare, in ogni presidio ospedaliero ci sono ambulatori con “specialisti a disposizione dei genitori per aiutarli a risolvere qualsiasi dubbio”. Quindi, ha proseguito l’assessore, se i genitori ora sotto indagine si fossero rivolti a tali ambulatori “avrebbero avuto in mano di sicuro un foglio con un appuntamento con gli esperti deputati a chiarire ogni interrogativo”.

Fonte: Ansa