Vaccini obbligatori: sindaco Rimini minacciato di morte dai no vax

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 maggio 2019 15:50 | Ultimo aggiornamento: 5 maggio 2019 15:50
Vaccini obbligatori: sindaco Rimini minacciato di morte dai no vax

Vaccini obbligatori: sindaco Rimini minacciato di morte dai no vax (Foto Ansa)

RIMINI – L’ordinanza emanata dal Comune di Rimini nelle scorse settimane, che prevede una multa per ogni giorno in cui i genitori continueranno a portare all’asilo nido o alla scuola dell’infanzia i propri piccoli non vaccinati, è costata minacce anche di morte via Facebook al sindaco della città romagnola, Andrea Gnassi. E’ quanto riportano i media locali riminesi secondo cui, sulla bacheca del primo cittadino, non sono mancate critiche e pure auguri di morte per cui sono già stati interessati i legali.

Dal varo del provvedimento, osserva Gnassi “non sono naturalmente mancati i messaggi offensivi dei no-vax , in numero proporzionale alle vaccinazioni (90 per cento i favorevoli e un 10 per centro contro), con i consueti metodi: mail bombing, minacce di ogni tipo da quelle personali a quelle stranote tipo ‘non verremo più a Rimini’. Poi ce n’è stata anche una che mi ha augurato la morte, ma su questa ho già interessato i miei legali. Soliti metodi, che non ci fermeranno”.

Ad ogni modo, prosegue il sindaco di Rimini, “negli ultimi 10 giorni, da quando è uscita l’ordinanza, abbiamo e ho ricevuto centinaia e centinaia di inviti ad andare avanti in questa battaglia per la salute dei bambini e di tutti. Davvero una enorme ondata di incoraggiamento che fa piacere e dimostra come la stragrande maggioranza degli italiani sta dalla parte della tutela della salute. Voglio in questo senso anche ringraziare il sindaco Lucchi per avere lavorato insieme a noi per arrivare al risultato comune per Rimini e Cesena“. Nei giorni scorsi i Vigili Urbani hanno iniziato a consegnare alle famiglie interessate gli inviti a mettersi in regola con i vaccini entro sette giorni. Dopo di che scatterà la sanzione economica – da 25 euro fino a 500 euro ma, in via breve, da 50 euro – per ogni giorno di frequenza in violazione del provvedimento. Fra scuole dell’infanzia e asilo nido, risultano una ventina le posizioni ancora non regolari. (Fonte Ansa).