Vaccini, i primi bambini non in regola sospesi dal nido. I presidi: “Niente ingresso ai non vaccinati”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Settembre 2018 14:28 | Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2018 14:35
Vaccini, i primi bambini non in regola sospesi dal nido. Appello presidi: "Niente ingresso ai non vaccinati"

Vaccini, i primi bambini non in regola sospesi dal nido. Appello presidi: “Niente ingresso ai non vaccinati”

ROMA – A Bologna 90 bambini sospesi ieri dalla scuola materna e altri 46 che non potranno frequentare il nido dalla prossima settimana perché non in regola col certificato vaccinale prescritto dalla legge Lorenzin: una linea che più che dura “rispetta la legge”. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Parola di Marilena Pillati, assessore a scuola e formazione e vicesindaca di Bologna, intervistata dall’edizione bolognese di Repubblica.

Intanto, a livello centrale, si muovono i presidi, ascoltati in audizione alla Camera e pronti, come categoria, a far di tutto per ripristinare l’obbligo vaccinale come da legge senza le deroghe dell’attuale circolare del ministro Grillo. “Va ritirato l’emendamento che rinvia l’applicazione dell’esclusione della frequenza per i bambini non vaccinati: se passa, abbiamo per questo anno scolastico un rischio di insicurezza per la salute”. Lo ha detto in audizione alla Camera il presidente dell’Associazione presidi, Antonello Giannelli. “Ci sono 10 mila bambini che non possono vaccinarsi per varie ragioni. E assegnare questi bambini a classi particolari non è possibile sia dal punto di vista organizzativo sia perché significa è una forma di segregazione che ripugna”.

Mario Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi del Lazio, contesta il caos organizzativo e l’ambiguità delle norme. “Secondo la legge Lorenzin i bimbi per poter accedere a nidi e scuole dell’infanzia devono portare la certificazione dei vaccini fatti, secondo la circolare ministeriale è sufficiente l’autocertificazione. Questo crea una situazione di grande confusione all’avvio dell’anno scolastico”, ha dichiarato all’Ansa.

Secondo Rusconi la situazione di incertezza crea ”molti problemi alle scuole in quanto si attribuiscono enormi responsabilità, che si sarebbero potute evitare, ai dirigenti scolastici. Che, paradossalmente, aggiunge il presidente dell’Associazione nazionale Presidi del Lazio, rischiano denunce sia se il bambino viene ammesso a scuola solo con l’autocertificazione sia se non viene ammesso”. ”Servono indicazioni più chiare e precise – conclude – altrimenti la confusione è inevitabile e a farne le spese sono presidi e famiglie”.