Vaccino Pfizer, volontario italiano: “Lo voglio anch’io”. Non può: ha già testato quello di Oxford

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Dicembre 2020 15:34 | Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre 2020 15:36
Vaccino Pfizer, Italia tenta il via al 15 gennaio. Regioni, già si mugugna sulle dosi

Vaccino Pfizer, Italia tenta il via al 15 gennaio. Regioni, già si mugugna sulle dosi (Foto d’archivio Ansa)

Vaccino Pfizer, il primo ad essere sulla via della somministrazione, già dalla prossima settimana in Gran Bretagna. una tappa fondamentale nella lotta alla pandemia.

Chi non è contento, piccolo paradosso, è il volontario italiano che si è messo a disposizione per testare l’altro vaccino in preparazione, quello di Oxford. Disponibilità che ora non gli consente di accedere, come dice lui, a quello vero.

Vaccino Pfizer pronto in Gran Bretagna dalla prossima settimana

Fa il medico in Inghilterra, ne avrebbe diritto fra i primi, ma il protocollo sperimentale glielo impedisce. Rischia di rimanere scoperto perché nella sperimentazione potrebbe essergli toccato un placebo, non il vaccino vero e proprio.

Psichiatra del National Health Service inglese, l’umbro Antonio Metastasio, in quanto operatore del servizio sanitario, dovrebbe essere uno dei primi italiani a ricevere il vaccino anti-coronavirus della Pfizer-Biontech.

Peccato che non gli sarà possibile per ora sottoporsi all’immunizzazione in quanto già volontario nella sperimentazione di quello AstraZeneca-Oxford.

Il volontario italiano: “Voglio il vero vaccino, faccio il medico”

Per il quale non sa ancora se ha ricevuto una dose sperimentale o di placebo. Lo ha confermato lui stesso parlando con l’ANSA. “Voglio fare al più preso il vaccino ‘vero’, di qualsiasi marca esso sia” sottolinea però.

Il trial del quale fa parte Metastasio, psichiatra e geriatra originario di Terni che vive con la famiglia a Cambridge, si svolge in ‘doppio cieco’.

Cioè né lui né i medici che lo seguono sanno se gli sia stato somministrato il vaccino sperimentale o il placebo (due le dosi già ricevute). E non lo dovrà sapere fino a giugno dell’anno prossimo.

“La mia intenzione – annuncia Metastasio – è però di scrivere a breve una mail all’Università di Oxford che coordina lo studio per sapere che tipo di sostanza che ho ricevuto.

Questo potrebbe non necessariamente portarmi a uscire dallo studio perché le regole scientifiche prevedono delle eccezioni.

Una prevede che quando un farmaco o un vaccino si dimostrino particolarmente efficaci contro una malattia chi partecipa allo studio ha diritto a sapere cosa gli sia stato somministrato.

Perché se ha avuto il placebo può avere il vero vaccino per mettersi al sicuro. E io – conclude Metastasio – voglio vaccinarmi”. (fonte Ansa)