Vaga in stato confusionale in stazione a 15 anni. “Dipendenza da internet”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 febbraio 2015 22:07 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2015 22:07
Vaga in stato confusionale in stazione a 15 anni. "Dipendenza da internet"

Vaga in stato confusionale in stazione a 15 anni. “Dipendenza da internet”

FIRENZE – Lo hanno trovato che vagava in stato confusionale non lontano dalla stazione di Santa Maria Novella di Firenze. Solo, a 15 anni. E’ bastato poco ai poliziotti per capire che il ragazzino corrispondeva a un giovane che era scomparso da Perugia. Gli agenti l’hanno portato in ospedale dove la diagnosi dei medici è stata di “Dipendenza tecnologica da internet dovuta anche alla scarsa vita sociale e che provoca disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione e ansia.

Sono stati gli agenti della polizia ferroviaria ad accompagnarlo al pronto soccorso, ritenendo che il quindicenne fosse preda di un’amnesia: quando gli si sono avvicinati, lui ha saputo dire soltanto il suo nome, senza riuscire ad aggiungere né cognome, né città di residenza, né chi fossero i suoi genitori.

Quanto lo stato confusionale fosse dovuto alla reticenza per non far scoprire la fuga da casa e quanto fosse la conseguenza di un malessere è difficile dirlo. Una volta arrivato all’ospedale di Santa Maria Nuova, infatti, il ragazzino ha pian piano cominciato a rispondere alle domande, spiegando perché si trovasse a Firenze: al mattino è uscito da casa sua, a Perugia, dicendo ai genitori che sarebbe andato a scuola. Invece è salito sul treno per arrivare nel capoluogo toscano, dove avrebbe dovuto incontrare una persona conosciuta in chat. E’ stato a qual punto del racconto che al medico si è accesa la curiosità.

E le domande si sono concentrate sulle abitudini del ragazzino: “Passo tutta la notte sul computer”, ha confessato lui. Secondo i medici, quello stato confusionale era quindi frutto di una serie di concause: la dipendenza tecnologica da internet favorita da un’ansia sociale e da una scarsa rete di amicizie, ma anche il sentimento di colpa nei confronti dei genitori per la fuga da casa e per il cattivo rendimento scolastico.

Mentre in ospedale andava avanti la ‘confessione’, partendo da un abbonamento del bus trovato nelle tasche del quindicenne i poliziotti sono riusciti a risalire ai suoi genitori, che da qualche ora avevano denunciato la sua scomparsa e che sono corsi a Firenze per riabbracciarlo.

Da un punto di vista sanitario, i medici non hanno riscontrato nel ragazzino sintomi acuti di psicopatologie, ma hanno consigliato ai genitori di sottoporlo a una visita da un neuropsichiatra infantile. E magari se ogni tanto gli spengono pure il computer male non gli farà.