Val di Susa. No Tav, quando diventa mafia: attentati e intimidazioni

Pubblicato il 13 settembre 2013 12:44 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2013 12:44
Val di Susa. No Tav, quando diventa mafia

Val di Susa. No Tav, quando diventa mafia

ROMA – Val di Susa. No Tav, quando diventa mafia. Attentati incendiari, sabotaggi, minacce: lo stillicidio della protesta No-Tav aggiorna con costanza da guerra a bassa intensità un bollettino sempre più drammatico. Dall’inizio dell’estate sono stati una dozzina gli attentati incendiari. Un ministro denuncia una deriva ideologica già sconfinata nella delinquenza terrorista, tra i colpiti (chiunque collabori alla realizzazione dell’Alta Velocità) c’è chi denuncia rassegnato che questa è Mafia. Ieri è stata minacciata una giornalista, con tre noti militanti No-Tav finiti agli arresti domiciliari per averla circondata, strattonata, costretta infine a consegnare documenti e cellulari.

Mercoledì scorso, Ferdinando Lazzaro, imprenditore delle cave della zona, si è permesso di parlare in tv, a Virus su Raidue: gli hanno incendiato un camion e la pala meccanica, danni per migliaia di euro. Due giorni prima, sette mezzi di un’altra azienda che opera in valle, l’Itinera, hanno subito danni per più di 800 mila euro. Renzo Pinard, sindaco di Chiomonte,dove è attivo il cantiere della grande opera è esausto, oltre che spaventato.

Agosto 2011 bruciata porta dell’ufficio, 26 giugno invasione del Comune, un anno di iscrizione alla scuola privata di mio figlio per evitargli problemi, 25 lettere minatorie di cui 3 con polverina sospetta, 6 gomme tagliate, mille volte rigata la macchina. Ho smesso di fare anche le denunce. Questa è mafia». E dunque? «Se Dio vuole nel giugno 2014 mi scade il mandato e saluto tutti. (Corriere della Sera)

Mafia, una parola che suona come un oltraggioso contrappasso per chi denunciava l’inutilità della Tav giustificabile solo dagli interessi mafiosi. Controllo militare del territorio in concorrenza con lo Stato (posti di blocco abusivi, controllo dei documenti, schedature) e intimidazioni violente, l’ingiunzione al rispetto tramite l’esercizio del terrore e la somministrazione della paura: se non è mafia, ci assomiglia molto.