Valentino Talluto condannato in Cassazione a 22 anni: untore Hiv contagiò 32 donne

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Ottobre 2019 23:57 | Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2019 23:59
Valentino Talluto condannato in Cassazione a 22 anni: untore Hiv contagiò 32 donne

Valentino Talluto (Foto Ansa)

ROMA – Confermata in Cassazione la condanna a 22 anni di carcere – che potrebbero aumentare – per Valentino Talluto, il 35enne romano di origini siciliane accusato del reato di lesioni gravissime per aver consapevolmente contagiato con il virus dell’Hiv, da cui era affetto, 32 donne conosciute in chat di incontri e frequentate nascondendo loro la sua sieropositività.

A deciderlo è stata la Prima sezione penale della Cassazione. Ma gli ermellini hanno anche disposto un processo d’appello bis per decidere se aumentare ulteriormente gli anni di carcere per Talluto e riportarli a 24, come stabilito in primo grado, dal momento che ci sono altri quattro episodi di contagio che avrebbero la sua firma.

In appello, conclusosi l’undici dicembre del 2018, gli erano stati ‘scontati’ con la formula dubitativa, ma il Pg della Suprema Corte, Pasquale Fimiani – insieme alle quattro vittime non riconosciute – ha puntato l’indice contro l’untore anche per questi ulteriori casi di contagio.

Talluto sapeva di essere sieropositivo e dal marzo 2015 sapeva anche di essere indagato, ma fino al giorno prima del suo arresto – avvenuto il 23 novembre del 2015 – avrebbe continuato ad avere rapporti non protetti, provocando “danni immensi” con “volontà pianificatrice”, aveva sottolineato in Corte d’Assise d’appello il Pg Simonetta Matone nella sua requisitoria. La pubblica accusa, sia in primo che in secondo grado, aveva insistito per condannare Talluto per epidemia dolosa. Il Pg Fimiani, invece, non ha condiviso questa impostazione – come del resto hanno fatto gli ermellini della Prima sezione penale – e si è fermato alle lesioni gravissime nonostante il ricorso del Pg Matone.

Quello a Valentino Talluto è il primo processo del genere svoltosi in Italia. Centinaia i rapporti non protetti, chiesti dall’uomo alle partner con la scusa di provare più piacere, e alcune volte ha anche approfittato di ragazze giovanissime e inesperte. Anche di donne incinte. Un bambino è venuto al mondo sieropositivo. Su 57 donne identificate per aver avuto rapporti sessuali con lui, 32 hanno contratto la malattia, mentre altre 25 si sono salvate grazie agli anticorpi.

All’indagine ha molto contribuito l’ospedale Spallanzani, che cura l’hiv, dove si sono rivolte le vittime del contagio e il cerchio si è stretto attorno a Talluto, anche grazie alle intercettazioni che hanno consentito di rintracciare altre donne abbordate in chat con l’obiettivo di trasmettere loro

il virus. A fare ricorso in Cassazione, oltre alla difesa dell’imputato, erano state le quattro parti civili escluse e la Procura Generale della Capitale che oltre a insistere sull’epidemia dolosa chiedeva anche la contestazione di un falso. In primo grado, con sentenza del 27 ottobre del 2017, Talluto era stato condannato a 24 anni di carcere e poi in appello la pena era stata ridotta a 22 anni per lesioni gravissime con dolo eventuale.