Valeriano Poli, il buttafuori bolognese ucciso 20 anni fa: la Polizia arresta il presunto killer

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 giugno 2018 9:01 | Ultimo aggiornamento: 4 giugno 2018 9:05
Valeriano Poli, il buttafuori bolognese ucciso 20 anni fa: la Polizia arresta il presunto killer

Valeriano Poli, il buttafuori bolognese ucciso 20 anni fa: la Polizia arresta il presunto killer

ROMA – Dopo 20 anni ha un nome il presunto assassino di Valeriano Poli, un buttafuori bolognese ucciso sotto casa sua il 5 dicembre del 1999 con otto colpi di pistola: la Polizia ha arrestato un bolognese di 59 anni, ritenuto l’autore materiale dell’omicidio, nei cui confronti è stato emesso un provvedimento di custodia cautelare in carcere.[App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Un altro bolognese risulta invece indagato per favoreggiamento personale.

Le indagini, coordinate dalla procura di Bologna, sono state condotte dagli uomini della squadra mobile di Bologna e da quelli dell’Udi, l’Unità delitti insoluti della Direzione anticrimine centrale della Polizia. Valeriano Poli, 34 anni, fu ucciso nella tarda serata del 5 dicembre del 1999 sotto casa, in via della Foscerara, alla periferia di Bologna.

L’uomo era appena sceso dall’auto quando cadde in un vero e proprio agguato: l’assassino sparò 8 colpi di pistola calibro 7.65: uno lo colpì alla testa, uno al cuore e gli altri sei in diverse zone del corpo. Alcune settimane prima di essere ucciso, il buttafuori rimase coinvolto in una rissa davanti alla discoteca ‘Tnt’ in via Corticella, nella quale rimase ferito un ventenne di Vignola.

Ad incastrare il presunto assassino del buttafuori Valeriano Poli, dopo oltre due anni di accertamenti da parte degli investigatori della Polizia, è stata l’ ‘Analysis of virtual evidence’, il cosiddetto ‘teatro virtuale’: si tratta di una innovativa tecnica di comparazione tridimensionale utilizzata per la prima volta in Italia in ambito forense. Grazie al teatro virtuale, sostengono gli investigatori, è stato possibile a così tanti anni di distanza dal delitto raccogliere comunque un “quadro indiziario grave, preciso e concordante” a carico del presunto assassino.