Valerio Ferrandi a processo, scrisse su Fb: “Salvini sparati in bocca”

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 luglio 2018 14:07 | Ultimo aggiornamento: 18 luglio 2018 14:07
Valerio Ferrandi a processo, scrisse su Fb: "Salvini sparati in bocca"

Valerio Ferrandi a processo, scrisse su Fb: “Salvini sparati in bocca”

MILANO – “Salvini, in nome della bellezza e dell’intelligenza. Fai un gesto nobile. Sparati in bocca”. Così scrisse su Facebook il 25 aprile 2016, attraverso un finto profilo.  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Per quel post ora Valerio Ferrandi, giovane antagonista milanese e leader dell’area anarchica, dovrà difendersi a processo con l’accusa di diffamazione e min

acce. Queste ultime contenute nel post scriptum dello stesso messaggio che concludeva così: “Ps: prima o poi verrai appeso a un lampione, ne sei consapevole?”.

Nello stesso procedimento Salvini si è costituito parte civile, chiedendo all’imputato 20mila euro di danni. La prima udienza del processo a carico del giovane, difeso dai legali Eugenio Losco e Mauro Straini, si è tenuta martedì 17 aprile davanti al giudice Giuseppe Vanore e il prossimo 30 gennaio sarà sentito anche il leader della Lega. “In una giornata sacra come il 25 aprile – ha detto fuori dall’aula Ferrandi, figlio di Mario, ex di Prima Linea – il signor Salvini dovrebbe evitare le consuete provocazioni. La mia non era una minaccia ma un invito a studiare la storia per evitare che si ripeta”.

Il procedimento era passato per una richiesta di archiviazione delle accuse a carico di Ferrandi, firmata dal pm di Milano Enrico Pavone, ma poi c’è stata opposizione da parte di Salvini (assistito dall’avvocato Claudia Eccher), che aveva presentato la denuncia dopo il post, e il gip ha disposto l’imputazione coatta dando il via al processo. Ferrandi, che è rimasto coinvolto in passato in alcune indagini sull’area anarchica-antagonista milanese, è imputato perché avrebbe offeso “la reputazione” di Salvini e lo avrebbe minacciato “in modo grave”, dopo che il leader del Carroccio, il 25 aprile di due anni fa, aveva pubblicato un post nel quale scriveva: “Renzi, Boldrini e Mattarella in piazza per il 25 aprile. IPOCRITI. Sfruttando il sacrificio di chi diede la vita per cacciare dall’Italia l’occupante straniero nel nome della Libertà, oggi sono COMPLICI e finanziatori di una nuova e violenta occupazione straniera, servi di una Unione Europea che ci sta rubando lavoro, diritti, sicurezza e speranza nel futuro”.

Seguiva in calce il post di Ferrandi, sotto le mentite spoglie di Frederic Dubarre. Oggi il giudice ha ammesso Salvini come parte civile, ma non la Lega. Stando alla richiesta di costituzione del leader leghista, Ferrandi con quelle parole ha ecceduto “i limiti della critica politica” sferrando “un attacco ad personam” e una “esplicita minaccia”.