Valerio Frijia travolto dal treno a Labico, due macchinisti indagati per omicidio colposo

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 gennaio 2018 12:27 | Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2018 12:27
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Valerio Frijia travolto dal treno a Labico, due macchinisti indagati per omicidio colposo

ROMA – Due macchinisti sono stati indagati per la morte di Valerio Frijia, il ragazzo romano di 15 anni trovato morto, nudo e con le mani mozzate, lungo i binari della stazione di Labico (Roma), non distante dalla casa in cui viveva con i genitori e il fratello maggiore, Emanuele, 18 anni.

I due macchinisti sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo come atto di garanzia, anche se non viene scartata l’ipotesi che il treno, un convoglio Intercity diretto a Bari, stesse viaggiando oltre il limite di velocità previsto durante il transito nelle stazioni.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire gli ultimi minuti di vita di Valerio. Ad aiutarli non c’è alcuna telecamera, di cui la stazione di Labico è sprovvista. Forse, però, qualcosa si saprà dall’esame della scheda sim del cellulare di Valerio.

La polizia ferroviaria di Colleferro, che sta cercando di capire se Valerio fosse solo in quel momento, ha anche convocato gli amici del ragazzo, tutti minorenni accompagnati dai genitori. Secondo quanto scrive il Messaggero, l’ipotesi principale è quella dell‘incidente: l’urto col treno è laterale destro, quindi Valerio si trovava con tutta probabilità nello spazio compreso tra i due binari. Resta da capire come mai fosse nudo e come sia possibile che gli siano state mozzate le mani. 

Sul corpo di Valerio saranno condotti test tossicologici per capire se la sera di venerdì il ragazzo aveva assunto stupefacenti, come emerso da una conversazione avuta su WhatsApp con un’amica.

La madre di Valerio, Emiliana Cosentino, su Facebook ha ricordato così il figlio:

“Lui era tutto per me: colui che mi amava, mi ascoltava, mi capiva, mi difendeva… Mi aggiustava il pc, il telefono il tablet, mi comprava le cose su internet e mi prestava i soldi a fine mese, non era semplicemente un figlio era un amico, confidente, a volte un padre. Amore mio come vivrò senza di te?”.

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