Cronaca Italia

Valerio Sperotto e le sue due mogli scomparse: riaperta inchiesta, anche perito di Yara Gambirasio

VALERIO-SPEROTTO

Valerio Sperotto e le sue due mogli scomparse: riaperta inchiesta, anche perito di Yara Gambirasio

VICENZA – Due mogli scomparsi nell’arco di 20 anni per l’allevatore Valerio Sperotto, originario di Velo d’Astico e morto nel 2011 all’età di 64 anni. Ora la Procura di Vicenza ha deciso di riaprire l’inchiesta sulla scomparsa delle due donne, la prima egli anni Ottanta e la seconda nel 2000. Nel team investigativo figura anche un nome noto: quello di Dominic Salsarola, il perito che recuperò la salma di Yara Gambirasio.

Il sito del Gazzettino scrive che la prima scomparsa risale al gennaio 1988, quando Elena Zecchinato si allontanò a piedi per una passeggiata nei boschi di Velo d’Astico e non tornò più a casa. Da allora i sospetti ricaddero su Sperotto, che ha sempre negato ogni responsabilità. Le indagini si arenano e la Zecchinato non fu mai più trovata. Poi l’allevatore si sposò con Virginia Mihai, ex dirigente delle Poste romene. Nell’aprile 1999 la donna sparì nel nulla dalla provincia di Vicenza, proprio dopo un litigio con Sperotto per la divisione dei beni mentre erano in fase di separazione:

“Il ritrovamento della sua auto nei giorni successivi in un parcheggio di Vicenza fece pensare a un suo ritorno in Patria per salutare i parenti, ma di lei non fu più trovata traccia. A quel punto, come nel primo caso di scomparsa, partì un’indagine approfondita con l’uomo sospettato di omicidio e occultamento di cadavere, ma tutte le inchieste non portarono a nulla e furono archiviate, con l’allevatore prosciolto.

A suo tempo si profilò una soluzione da film horror ossia che Sperotto poteva avere ucciso le mogli e date in pasto ai maiali per fare sparire i corpi. In questi giorni sulla proprietà ormai abbandonata da anni stanno lavorando i carabinieri del nucleo investigativo di Vicenza e della compagnia di Schio con i colleghi dei Ris di Parma, che stanno effettuando degli scavi nei pressi dei capannoni in via Villa di Sotto, al tempo adibiti all’allevamento di suini. Proprio al laboratorio di Parma sono stati inviati reperti trovati nel terreno, tra cui frammenti di ossa che potrebbero essere umane.

Sulla vicenda è stata chiesta la consulenza dell’archeologo forense Dominic Salsarola, lo specialista che recuperò la salma di Yara Gambirasio, al lavoro a Velo d’Astico assieme ad alcuni collaboratori”.

To Top