Valle d’Aosta: “Immigrati non ne prendiamo”. Prima regione a dire no al governo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Maggio 2015 13:22 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2015 13:26
Valle d'Aosta dice no agli immigrati: alta tensione tra governo e Regione

(Foto LaPresse)

AOSTA – La Valle d’Aosta non vuole gli immigrati. Un no secco quello della prima Regione che risponde al governo e si rifiuta di accogliere migranti. Alla richiesta del prefetto Mario Morcone di accogliere 79 persone su 74 Comuni, il presidente della Regione Augusto Rollandin ha risposto: “Non è una questione ideologica, mancano le giuste condizioni”.

Daniele Mammoliti su La Stampa scrive che Morcone non ha preso bene questa risposta e ha replicato di non capire le motivazione del presidente della Regione della Valle d’Aosta, che svolge anche funzioni prefettizie e che si è opposto all’arrivo degli immigrati:

“«Credo che questo sia profondamente sbagliato e che dia anche segnali sbagliati ai nostri cittadini». I 79 migranti erano stati assegnati alla Valle dal ministero dell’Interno nell’ambito dei 499 destinati anche alla Liguria e al Piemonte. Nella comunicazione formale inviata alla direzione centrale dei servizi civili per l’immigrazione e l’asilo, Rollandin ha spiegato che la Valle si trova nella «assoluta impossibilità» a «garantire posti di accoglienza temporanea che rispondano a criteri di sostenibilità e di dignità, oltre ai 62 posti già occupati» e ha aggiunto che «una ricerca di eventuali altri posti presso i 74 Comuni della Regione» ha «sortito esito negativo».

La questione è anche rimbalzata nel Consiglio regionale riunito in queste ore. In risposta ad una interpellanza presentata dal consigliere del Pd-Sinistra Vda Jean-Pierre Guichardaz, Rollandin ha precisato: «Perché si possano accogliere queste persone esistono determinati requisiti. Noi abbiamo fatto sapere al governo che questi requisiti non ci sono. Non è una mancanza di sensibilità. Al prefetto Morcone ho ribadito queste motivazioni. Noi riteniamo che se accoglienza ci deve essere, debba essere organizzata in giuste condizioni di accoglienza vera, non si pensare di gestire delle persone piazzandole da qualche parte. Non ci sono questioni ideologiche e non abbiamo paura di risponderne in qualsiasi sede»”.

Rolandin ha poi precisato che anche Bruxelles deve farsi carico del problema e che l’Italia non può occuparsene da sola:

“«Il problema deve essere affrontato non solo a livello nazionale ma anche europeo. Quando ci sono urgenze l’Europa non c’è mai. Fanno convegni di tre giorni sulle etichette dell’olio di oliva, ma sul problema dei migranti non c’è alcun supporto. Noi come Valle d’Aosta ci stiamo muovendo nella stessa direzione delle altre regioni, tutte stanno facendo pressione perché la questione venga affrontata in maniera diversa e seria»”.