Valle d’Aosta, Monza e Varese: i tre super focolai d’Italia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Ottobre 2020 10:10 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2020 10:17
Napoli, ambulanze abusive: il nuovo business da 1000 euro a corsa

Napoli, ambulanze abusive: il nuovo business da 1000 euro a corsa (Foto archivio Ansa)

Ci sono tre super focolai in Italia: Valle d’Aosta, Monza e Varese. Qui il numero dei contagi è cresciuto di più negli ultimi giorni.

E pensare che a marzo e ad aprile, quando il virus si diffondeva specialmente in tutto il Nord Italia, Valle d’Aosta, Monza e Varese avevano avuto un basso numero di casi. Oggi sono tre super focolai in Italia.

Nella sola Varese ci sono 1902 positivi, a Monza 822. Per darvi un’idea: in tutta la Lombardia ieri ci sono stati 7.558 nuovi casi… Varese e Milano città hanno gli stessi numeri, ma Varese ha 890mila abitanti e Milano un milione e trecentomila.

Discorso analogo per Monza. Martedì, in un solo giorno, a Monza e Brianza sono emersi 1.362 nuovi casi positivi. Numeri che, bollettino alla mano, rivelano che l’area risulta tra le più colpite da questa nuova ondata.

Valle d’Aosta, la regione più contagiata

La piccola Valle d’Aosta ha dei numeri impressionanti, tanto da chiedere l’intervento dell’Esercito. Quasi 1500 positivi positivi su circa 100mila abitanti. Il trend di diffusione del Covid nella regione più contagiata di Italia non si arresta. I ricoverati all’ospedale Parini di Aosta sono 90: otto di loro si trovano in terapia intensiva. E’ stato inoltre registrato un altro decesso, un paziente di 82 anni, che porta a 11 il totale dei morti dall’inizio della seconda ondata di contagi. I nuovi casi positivi registrati nelle ultime 24 ore sono 77, il totale dei contagiati sale a 1.430

Basti poi pensare che in Valle d’Aosta in undici strutture residenziali per anziani ci sono 119 i positivi al Covid su 319 ospiti. I pazienti sintomatici sono 51. Tra i contagiati molti sono quelli ricoverati all’ospedale Parini di Aosta e spesso sono in gravi condizioni. Numeri che testimoniano come il coronavirus si sia diffuso molto rapidamente nelle strutture assistenziali della regione alpina, da Introd a Doues, da Fenis ad Aosta, da Roisan ad Antey-Saint-André, da Chatillon a Perloz e a Donnas. (Fonte Ansa).