Vallefoglia (Pesaro), ruba tre merendine a scuola: condannato a due mesi di carcere

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 marzo 2019 19:19 | Ultimo aggiornamento: 3 marzo 2019 19:19
Vallefoglia (Pesaro), ruba tre merendine a scuola: condannato a due mesi di carcere

Vallefoglia (Pesaro), ruba tre merendine a scuola: condannato a due mesi di carcere

PESARO – Ruba tre merendine da un distributore automatico. E viene condannato a due mesi di carcere. Accade a Vallefoglia, in provincia di Pesaro. Qui il 18 ottobre del 2012 Alban C., un adolescente albanese, insieme ad altri ragazzini tutti tra i 13 e i 15 anni, rubò dalla macchinetta della scuola tre merendine, per un valore totale di 5 euro, informa il Resto del Carlino. 

E adesso, sette anni dopo quei fatti, Alban, che oggi fa il bracciante e ha 22 anni, è stato chiamato in caserma dai carabinieri, che gli hanno detto: “Per quella merendina rubata nel 2012 lei ha avuto un processo e una condanna passata in giudicato. La procura generale ha emesso il decreto di esecuzione della pena. Deve scontare 2 mesi e 20 giorni di reclusione in carcere e pagare 80 euro di multa. Venga, l’accompagniamo in carcere”.

L’avvocato d’ufficio dell’uomo, Marco Vitali, si è sfogato con il Resto del Carlino: “Sono avvilito perché è incredibile quello che è successo. Siamo di fronte ad un caso di malagiustizia che spedisce in carcere un ragazzo per una merendina del valore di 5 euro mentre gli altri amici di quella sera, per la stessa ragione, hanno avuto il perdono giudiziale. Alban, dopo esser stato riconosciuto da un carabiniere che ha pensato di identificarlo in un giovane col cappuccio in testa che stava arraffando la merendina, è sparito dalla casa famiglia di Vallefoglia, tornando in Albania. I genitori, da Caserta”, prosegue l’avvocato, “hanno dichiarato alla procura un domicilio anche se poi non c’era nessuno. Ma questo è stato sufficiente per procedere col processo in primo grado, secondo fino alla Cassazione dove ho chiesto l’annullamento della condanna per la dubbia identificazione dell’imputato e per la sua non consapevolezza di ciò che gli stava accadendo. Ricorso respinto con la conferma della condanna. Quando è arrivata l’esecuzione della pena con sospensione di 30 giorni, avrei dovuto presentare richiesta di misura alternativa ma non avevo la procura speciale per farlo perché non sono riuscito a rintracciare Alban. Scaduto il termine, la sentenza è diventata esecutiva e a quel punto il ragazzo è stato rintracciato a Caserta. E’ un’ingiustizia”.

Fonte: Il Resto del Carlino