Valter Capussotto morto di coronavirus. Poliziotto, era il mago degli identikit

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Luglio 2020 11:05 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2020 11:05
Valter Capussotto morto di coronavirus

Valter Capussotto morto di coronavirus. Poliziotto, era il mago degli identikit

Valter Capussotto, vice ispettore di Polizia, è morto a 60 anni a causa di complicazioni sopraggiunte dopo aver contratto il coronavirus.

Valter Capussotto, 60 anni, era in servizio alla Polizia Scientifica di Torino, unità Risc, nonché Consulente e Perito del Tribunale.

Era in pensione dal primo giugno dopo quasi 40 anni in Polizia.

Il 60enne è morto a causa di complicazioni sopraggiunte dopo il ricovero in ospedale per Coronavirus.

Uno dei massimi esperti nel campo della ricostruzione dei volti e delle comparazioni antropometriche.

Capussotto era entrato in Polizia nel 1981 e aveva maturato esperienza di ogni tipo. Dalla territoriale con le volanti, alle scorte fino alla Squadra Mobile.

Tante le qualifiche e le attività, ma per tutti, era “l’uomo che dà un volto ai cadaveri senza nome”.

Fu lui stesso a raccontarsi in una vecchia intervista a La Stampa:

“Ho cominciato con la squadra sopralluoghi, poi ho frequentato un corso da disegnatori e negli anni mi sono specializzato fino al diploma e alla laurea”.

Nel 2008, anche grazie ai suoi identikit, la Polizia riuscì ad arrestare i malviventi che misero a segno un colpo da 20 milioni alla Mondialpol di Biella.

“Per fare un buon lavoro occorre che il testimone sia a suo agio. Prima di disegnare prendo appunti” raccontava Capussotto .

“Se chi parla mi descrive i vestiti, capisco che non ha guardato bene il volto. Il ricordo nasce da una reazione emotiva”.

Sua è l’identificazione, dopo sette anni, delle ossa di Valter Reinero, il 37enne che nel 2002 si era allontanato da una struttura ospedaliera facendo perdere le proprie tracce fino al ritrovamento nel 2013 dei resti, rimasti sino a pochi mesi fa senza nome.

C’è la sua firma anche sulla ricostruzione del volto della ‘Signora delle ninfee‘, la mummia custodita dal Museo paleontologico di Asti di una donna vissuta più di tremila anni fa.

Il dolore dei colleghi

“Adesso non abbiamo parole, increduli del perché sia accaduto” scrive il sindacato Consap di Torino sulla sua pagina Facebook.

“Lui che era un Uomo, un Poliziotto, un Investigatore, un Artista Forense, “un non collega”… uno che fino all’ultimo giorno avrebbe fatto una notte o un ordine pubblico senza pensare al fatto che mancassero 15 giorni al compleanno e un mese alla pensione”. 

“Noi adesso non abbiamo più un esempio. Noi adesso non abbiamo più Valter..” (fonte FANPAGE)