Vanacore nel 2004: “Simonetta Cesaroni? Non la conoscevo”

Pubblicato il 9 Marzo 2010 22:22 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2010 22:22

Pietro Vanacore

Fra Pietro Vanacore e Simonetta Cesaroni non c’era nulla: nell’ultimo interrogatorio, durato poco meno di dieci minuti, e avvenuto il 29 dicembre del 2004 il portiere di via Poma dice: «Simonetta Cesaroni? Non la conoscevo. Sospetti? No, altrimenti lo avrei detto dal primo momento e non ci saremmo distrutti così».

Fu interrogato dal pm Matteo Di Giorgio della Procura di Taranto su delega di quella di Roma. L’atto fa parte delle carte depositate nel processo in corso a carico di Raniero Busco, all’epoca dei fatti fidanzato di Simonetta. Vanacore nell’ultimo interrogatorio parla anche «di una vasca nel centro del condominio e c’è una colonnina con un rubinetto» da dove si prelevava l’acqua per sciacquare gli stracci in occasione della pulizia delle scale condominiali.

In base al verbale il magistrato si sofferma in tutta la prima fase dell’interrogatorio sull’utilizzo del lavatoio dell’ultimo piano. Nel 2004 i carabinieri del Ris infatti avevano scoperto alcune tracce rossastre all’interno di un lavabo del locale. Quelle macchioline facevano ritenere agli inquirenti che l’assassino di Simonetta si fosse pulito lì, al riparo da occhi indiscreti. Gli accertamenti del dna, successivi, non hanno però portato al risultato sperato. In ogni caso, Vanacore viene sollecitato sul punto. Il pm chiede a Vanacore se la porta del locale condominiale adibito al lavatoio, situato all’ultimo piano dell’edificio B, era generalmente aperta o chiusa. «Sì, sì, era chiusa, però molte volte i signori condomini hanno… come si chiamano, le mansarde no? I solai, insomma, avevano dei locali come ripostiglio e molte volte io me la trovavo aperta», risponde precisando che «le chiavi della porta le avevamo noi portieri come i condomini che usufruivano di quei locali».

Poi ancora Vanacore spiega: Io prestavo servizio all’anziano su e lei mi è venuta a chiamare dicendomi del fatto. Strada facendo mi ha detto in quale stanza hanno trovato quella povera ragazza, siccome io avevo riparato la serranda della stanza del direttore tempo addietro, ho seguito il poliziotto che andava in quel versante. Dopodichè lui si è fermato sulla soglia, io ho appena intravisto perchè lui era molto alto e robusto, ho intravisto un pò di piedi».

«Quindi lei è entrato in questa stanza prima del poliziotto?, chiede il pm. ‘Nossignorè», rispose Vanacore.