Vanda Vazzoler picchiata a morte in casa: arrestati 3 finti addetti manutenzione

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Dicembre 2013 8:58 | Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre 2013 8:58
Vanda Vazzoler picchiata a morte in casa: arrestati 3 finti addetti manutenzione

Vanda Vazzoler picchiata a morte in casa: arrestati 3 finti addetti manutenzione

BIELLA – Si sarebbero finti addetti alla manutenzione del condominio i tre uomini arrestati per l’omicidio di Vanda Vazzoler, 63 anni, picchiata a morte giovedì pomeriggio nel suo appartamento di Vigliano, in provincia di Biella.

La squadra mobile di Biella ha fermato Giovanni Stramondo, 46 anni, già arrestato nel 2010 per spaccio di droga nell’ambito di una maxi inchiesta della Dda di Catania. Fermati anche Daniel Stefanesi, 26 anni, di origini romene ma residente a Cossato (Biella), e Renato Monterosso, residente fuori provincia.

Vanda Vazzoler è stata trovata legata, imbavagliata e pestata a sangue nella sua casa, un attico al sesto piano di via Dante Alighieri 3. Forse una rapina finita male, secondo le prime ipotesi della polizia. A trovarla è stato il marito, Renato Doria, che ha subito dato l’allarme.

Erano circa le 18 quando l’uomo, imprenditore tessile, dopo aver trascorso alcune ore a giocare a carte in un circolo di Vigliano ha fatto ritorno a casa. La moglie era riversa sul letto, sfigurata dalle botte. Calci e pugni inferti con una violenza inaudita sul corpo minuto della vittima. All’arrivo dei soccorsi non c’era più nulla da fare.

“Me l’hanno uccisa, me l’hanno uccisa”, ha più volte urlato Cristina Vazzoler, consigliera comunale di Vigliano e sorella della vittima, accorsa con l’altro fratello, Mirko, in via Dante appena la notizia dell’omicidio ha fatto il giro del paese.

Accanto al cadavere sarebbe stato trovato un asciugamano, che probabilmente doveva servire a portare via la refurtiva, e alcuni oggetti trovati in casa. La cassaforte, invece, non sarebbe stata forzata: una ipotesi degli investigatori è che la donna sia stata picchiata per convincerla a fornire la combinazione per aprirla, ma non sia riuscita a parlare per lo choc.

Neanche la porta d’ingresso dell’abitazione sarebbe stata forzata. Il malvivente, o i malviventi, potrebbero avere utilizzato le scale per salire fino al sesto piano ed essersi poi fatti aprire con una scusa dalla stessa vittima. Particolari ora al vaglio degli investigatori, coordinati dai sostituti procuratore Francesco Alvino e Ernesto Napolillo, che hanno ascoltato a lungo il marito e i vicini di casa. Nessuno si sarebbe accorto di nulla.

Vanda Vazzoler, oltre al marito, lascia la madre Lina, ultranovantenne, e una figlia, che le aveva regalato tre nipotini. Al vaglio della polizia, che ha istituito posti di blocco in tutta la provincia, anche le telecamere di sicurezza di una agenzia della Banca Sella nei pressi del luogo del delitto.