Catania: sbatte il sedere sul bidet ed entra in coma, morta ragazza di 22 anni

Pubblicato il 9 Agosto 2011 - 18:10 OLTRE 6 MESI FA

CATANIA – Si e’ seduta sul bidet, ma ha sbattuto la zona sacrale contro il rubinetto procurandosi un grosso ematoma. Il banale incidente domestico sarebbe costato la vita a Vanessa Luisa Torrisi, 22 anni, morta il 16 luglio scorso all’ospedale Garibaldi di Catania, dopo sei giorni di coma. Adesso i suoi genitori lanciano un appello ai magistrati perche’ verifichino le eventuali responsabilita’.

Vanessa Luisa era una ragazza corpulenta e l’urto le ha causato un’edema che non si e’ piu’ riassorbito. La ragazza, nata in Argentina, era a Belpasso (Catania) per assistere la sorella Nancy Paola che stava per partorire. Nancy Paola si e’ sposata con un siciliano e si e’ trasferita da diversi anni in provincia di Catania, mentre i genitori, di origini italiane ma nati in Argentina, continuavano a vivere in Sud America.

L’incidente e’ avvenuto a fine giugno, a casa di Nancy Paola Torrisi, e dopo qualche giorno Vanessa Luisa, che non riusciva nemmeno a sedersi, e’ stata portata all’ospedale Cannizzaro di Catania. ”Per due volte – spiega la sorella – e’ stata visitata al pronto soccorso. Le hanno detto di mettere il ghiaccio e le hanno fatto un’iniezione di antidolorifico. Ci hanno detto che non c’era nessun problema, che poteva tornare a casa”.

Ma la situazione peggiorava continuamente. ”Il 10 luglio – racconta il padre Salvador Torrisi, arrivato in Sicilia dall’Argentina dopo la morte della figlia – Nancy Paola ha deciso di chiamare un’ambulanza perche’ l’edema non si riassorbiva e la pelle diventava nera”. L’ambulanza ha portato la donna prima all’ospedale di Paterno’ (Catania) e poi al Garibaldi dove Vanessa Luisa e’ stata sottoposta a un intervento chirurgico durante il quale le e’ stata asportata la parte di pelle e muscoli andata in necrosi. Ma non c’e’ stato nulla da fare.

”Voglio giustizia per mia figlia – dice il padre che ha denunciato il fatto ai carabinieri -, era una ragazza sana, non posso accettare che sia morta cosi’. Chi ha sbagliato deve pagare”.