Varese, in carcere i 4 minorenni che hanno sequestrato un 15enne in garage: accusati di tortura

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 novembre 2018 13:57 | Ultimo aggiornamento: 23 novembre 2018 13:58
Varese, in carcere i 4 minorenni che hanno rapito e torturato un 15enne

Varese, in carcere i 4 minorenni che hanno rapito e torturato un 15enne

VARESE – Sono tutti in cella al Beccaria di Milano i quattro minorenni di Varese che lo scorso 9 novembre hanno rinchiuso in un garage e torturato un loro coetaneo. Il 15enne si era rifiutato di “consegnare” loro un suo amico che con la gang aveva un debito di poche decine di euro per droga. Per circa tre ore lo hanno tenuto legato ad una sedia con dei fili elettrici, lo hanno picchiato e colpito sui piedi con una spranga di metallo, minacciandolo con un bastone chiodato e un un coltello puntato alla gola.

Le ordinanze nei confronti di tre ragazzi sono state firmate dal gip del tribunale dei Minorenni su richiesta della Procura e sono state eseguite oggi, 23 novembre, dalla Squadra mobile. Un altro dei giovani era stato fermato già martedì, 20 novembre. Dopo l’udienza di convalida di questa mattina, il gip ha disposto la custodia cautelare anche per il quarto componente della gang già sottoposto a fermo di polizia.

I quattro, che sono accusati di sequestro di persona, lesioni aggravate e altri reati, dovranno rispondere anche del reato di tortura. Lo ha scritto in una nota il Procuratore dei Minori di Milano Ciro Cascone che coordina le indagini con il pm Sabrina Ditaranto.

Tranne uno di origini ivoriane, sono italiani, frequentano le medie o la prima classe delle superiori con percorsi di studio “non regolari”. Vengono descritti come ragazzini sbandati e spesso assenti da scuola, che avrebbero messo in atto un piano da Arancia Meccanica. ‘ 

Tra le varie sevizie subite dal quindicenne sequestrato, c’è il momento in cui uno dei giovani si sarebbe avvicinato al volto della vittima e gli avrebbe strappato l’orecchino che portava, per poi indossarlo in un video postato su Instagram.

Dopo tre ore di minacce e torture, il giovane è stato infine liberato ma gli era stato intimato di non fare parola con nessuno di quanto avvenuto. Per convincerlo a non parlare, i baby sequestratori gli avevano detto che altrimenti avrebbero fatto del male al suo fratellino.

Il ragazzo ha invece trovato il coraggio di chiedere aiuto ai suoi genitori, che hanno sporto denuncia.