Varianti brasiliana, inglese e spagnola nelle acque reflue in Umbria e Abruzzo. Iss: “Ormai ci sono solo quelle”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Febbraio 2021 18:15 | Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2021 18:15
Varianti brasiliana, inglese e spagnola nelle acque reflue in Umbria e in Abruzzo. Iss: "Ormai ci sono solo quelle" (Foto Ansa)

Varianti brasiliana, inglese e spagnola nelle acque reflue in Umbria e in Abruzzo. Iss: “Ormai ci sono solo quelle” (Foto Ansa)

Mutazioni delle varianti brasiliana e inglese del coronavirus Sars-CoV-2 sono state trovate nelle acque reflue raccolte in Umbria, a Perugia, dal 5 all’8 febbraio, mentre mutazioni tipiche della variante spagnola sono state rinvenute in campioni raccolti da impianti di depurazione a Guardiagrele, in Abruzzo, dal 21 al 26 gennaio 2021.

Le varianti sono state individuate da uno studio condotto dall’Istituto superiore di Sanità (Iss), in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico della Puglia e della Basilicata. 

La ricerca Iss sulle varianti inglese, brasiliana e spagnola in Umbria e Abruzzo

I ricercatori dell’Iss hanno spiegato che “per consentire uno screening rapido, pratico e semplice delle varianti circolanti nella popolazione italiana è stato sviluppato un metodo che prevede l’amplificazione e il sequenziamento di una parte del gene S contenente specifiche mutazioni in grado di caratterizzarle.

Il metodo, testato inizialmente su campioni clinici (tamponi naso-faringei), è stato successivamente applicato all’analisi delle acque di scarico raccolte in fognatura prima dei trattamenti di depurazione.

L’esame di questa matrice ha individuato, per la prima volta in campioni ambientali, la presenza di mutazioni caratteristiche delle varianti UK e brasiliana in alcune aree del nostro Paese dove la circolazione era stata accertata in campioni clinici di pazienti CoViD-19″.

“I nostri risultati – ha sottolineato Luca Lucentini, direttore del Reparto Qualità dell’Acqua e Salute – confermano le potenzialità della wastewater based epidemiology, non solo per lo studio dei trend epidemici, come già dimostrato in precedenti nostre ricerche e ormai consolidato nella letteratura scientifica, ma anche per esplorare la variabilità genetica del virus”.

In provincia di Perugia solo varianti del Covid

Intanto dalla consueta analisi settimanale dell’andamento epidemiologico in Umbria è emerso che in alcune aree della regione, coma la provincia di Perugia, “circolano ormai solo le due varianti”, inglese e brasiliana, mentre su Terni c’è ancora la prevalenza di quella “di marzo” anche se pure in questa area “stanno via via prevalendo sempre più le altre due”.

In base ai dati forniti dalla seconda parte di analisi eseguite dall’Istituto superiore di sanità sui campioni inviati dai vari laboratori regionali, nei primi 77 l’esito dell’analisi aveva fatto emergere 41 casi di variante brasiliana e 22 inglese.

Dagli altri 176 campioni sequenziati sempre dall’Iss, per 147 è emersa la presenza di variazione del virus, con 95 casi di brasiliana (69 su Perugia) e 52 di quella inglese (23 sul capoluogo umbro). Nei restanti 29 casi è invece emerso il ceppo “selvaggio” del virus.

Varianti e zone rosse in Umbria e Abruzzo

Anche per le varianti le zone rosse “chirurgiche” fatte su alcune aree “funzionano lo stesso” e sempre con un tempo di latenza di 15 giorni per vedere i primi risultati, è stato spiegato.

“All’inizio ci eravamo sorpresi perché sembravano non funzionare” hanno commentano i membri del Nucleo epidemiologico regionale.

Il commissario regionale per l’emergenza Covid, Massimo D’Angelo, ha specificato che su tutte le aree, sia del perugino sia del ternano, “anche se in modo diversamente rappresentato si hanno comunque entrambe le varianti che circolano”. “Dati che evidenziano una differenza di prevalenza ma con la copresenza di entrambe le varianti che prevalgono alla fine perché più infettanti” ha aggiunto.