Vaticano, abusi tra “chierichetti del Papa”: a processo sacerdote e rettore

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Settembre 2019 21:01 | Ultimo aggiornamento: 17 Settembre 2019 23:01
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Vaticano (Foto archivio ANSA)

ROMA – Il Vaticano ha portato avanti l’inchiesta sui presunti abusi tra i “chierichetti del Papa“, gli allievi del Preseminario San Pio X sito all’interno delle mura leonine, a Palazzo San Carlo, proprio a due passi da quella Casa Santa Marta diventata nell’era-Bergoglio la residenza del Pontefice.

A finire nell’occhio del ciclone sono un sacerdote ex allievo del Preseminario, incardinato nella diocesi di Como, per i presunti abusi su altri allievi, e il rettore per favoreggiamento.

Il Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato Vaticano, Gian Piero Milano – ha comunicato questa sera la Sala stampa della Santa Sede -, con provvedimenti del 16 e 17 settembre, ha infatti chiesto il rinvio a giudizio rispettivamente di don Gabriele Martinelli, con l’accusa di abusi sessuali che sarebbero avvenuti nel Preseminario San Pio X in anni precedenti il 2012, e di don Enrico Radice, rettore del Preseminario all’epoca dei fatti, con l’accusa di favoreggiamento.

Le indagini, ha ricordato ancora la Sala stampa, erano state avviate nel novembre del 2017 “a seguito di notizie divulgate da organi di stampa”. Nonostante i fatti denunciati risalgano ad anni in cui la legge all’epoca in vigore impediva il processo in assenza di querela della persona offesa da presentarsi entro un anno dai fatti contestati, il rinvio è stato possibile in virtù di un apposito provvedimento di papa Bergoglio, un “rescriptum” del 29 luglio scorso, “che ha rimosso la causa di improcedibilità”.

Ad occuparsi per primi della vicenda dei “chierichetti del Papa” – gli alunni del San Pio X tradizionalmente servono messa nelle celebrazioni in San Pietro – erano stati il giornalista Gianluigi Nuzzi nel suo libro “Peccato originale” e la trasmissione tv Le Iene. L’istituto, voluto da Pio XII dal 1956, ospita gli studenti delle scuole medie inviati dalle diocesi di tutto il mondo per il cosiddetto “discernimento vocazionale”, ovvero capire se esprimono una predisposizione al sacerdozio.

E le inchieste giornalistiche avevano rivelato le testimonianze di ex allievi, anche con lettere inviate al Papa, che riferivano di atti sessuali compiuti nelle camere dell’Istituto, in particolare da parte di soggetti che sui più giovani esercitavano anche un potere di intimidazione. Una testimonianza riferiva anche del fatto che un abusatore era poi diventato sacerdote, oltre che del fatto che le segnalazioni non erano mai approdate a nulla di concreto.

Chiamata in causa anche la diocesi di Como, cui istituzionalmente fa capo il Preseminario. E non è un caso che ora i rinvii a giudizio richiesti riguardino sia i presunti abusi commessi in prima persona sia il “favoreggiamento” e quindi i relativi comportamenti omissivi. E’ la prima volta, comunque, che al centro delle indagini vi sono degli abusi sessuali su minori commessi all’interno del piccolo Stato d’Oltretevere. (Fonte ANSA).