Vaticano contro le “dipendenze” dei suoi dipendenti/ Nuove norme per i lavoratori: controlli periodici e riabilitazione per chi è tossicomane o alcolista

Pubblicato il 9 Luglio 2009 19:54 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2009 19:54

Anche il Vaticano fa i conti con tossicodipendenza e alcolismo. Il segretario di Stato Tarcisio Bertone ha sottoscritto delle nuove norme che sono state pubblicate sugli Acta Apostolicae Sedis, la Gazzetta ufficiale della Santa Sede. L’obiettivo è tutelare i dipendenti che lavorano all’interno delle mura vaticane e che sono «affetti da gravi patologie o versano in particolari condizioni psicofisiche».

Le nuove regole prevedono che, quando il responsabile si accorge che un lavoratore soffre di qualche dipendenza, deve subito comunicargli che saranno condotti su di lui degli accertamenti sanitari periodici. Se i controlli risultano positivi, il dipendente potrà accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione. Ha diritto a periodi di riposo in cui percepirà solo il 70 per cento dello stipendio e potrà tornare in servizio quando la struttura che lo segue lo riterrà recuperato.

Di sicuro, per uno Stato che fa del rispetto di ferrei princìpi morali una regola imprescindibile non è stato facile giungere a una riforma del genere, diventata però inevitabile per garantire anche nella città leonina il diritto del lavoro.