“Il Vaticano non processa me ma la libertà di stampa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Novembre 2015 15:08 | Ultimo aggiornamento: 21 Novembre 2015 16:01
Avarizia, il libro per il quale Emiliano Fittipaldi viene processato in tribunale.

Avarizia, il libro per il quale Emiliano Fittipaldi viene processato in tribunale.

Fittipaldi, il Vaticano la processa per aver scritto un libro. Com’è possibile?

«Sono incredulo. Ho scritto “Avarizia” lavorandoci per un anno. Ho scoperto malefatte dei cardinali, ricchezze enormi nascoste in conti Ior e Apsa, gestione folle della beneficenza. Pensavo che avrebbero indagato sugli scandali, non su chi li ha portati alla luce».

Come si sente?

«Sono tranquillo perché so di aver fatto solo il mio dovere. E nessuna delle notizie che ho dato è stata smentita. Ovvio che il Vaticano sia indispettito per quello che ho raccontato, ma mai pensavo che arrivassero a tanto».

Lei è accusato di reati contro la Patria, e di aver divulgato notizie riservate. Quanto rischia?

«Secondo la legge vaticana dai 4 agli 8 anni. Difficile difendersi in tribunale: Oltretevere non hanno norme che tutelino la libertà di stampa. L’articolo 21 della nostra Costituzione non esiste nella giurisprudenza vaticana. Però, se dovessero chiedere l’estradizione, e non credo lo faranno, saranno giudici italiani a dover decidere cosa fare».

Ma cos’è che li ha fatti arrabbiare di più?

«Credo le notizie sui loro investimenti e sui loro patrimoni. Il Vaticano controlla immobili per 4 miliardi di euro, a Roma possiede circa 5000 appartamenti che vengono affittati a prezzi ridicoli a vip, amici degli amici, raccomandati e politici. Spiego che il Bambin Gesù ha conti segreti nelle banche vaticane che assommano a quasi mezzo miliardo di euro, denaro che viene dato anche dai contribuenti italiani per essere investito anche in società petrolifere come la Esso, e aziende chimiche».

Ha scritto anche delle lotte interne tra cardinali. Papa Francesco è un uomo solo?

«Più solo di quello che ci si immaginava. La Chiesa povera per i poveri è un progetto che in pochi condividono sotto il Cupolone. Basti pensare alla Fondazione del Bambin Gesù, che ha investito 200 mila euro destinati ai bambini malati per ristrutturare la casa del cardinal Bertone, o i denari spesi dal nuovo prefetto George Pell per comprare biglietti in business class, stipendi da 15 mila euro la mese per il suo segretario, decine di migliaia di euro in mobili di pregio e abiti su misura. Mai immaginavo che denunciando questi fatti sarei finito a processo».

Vedo che sono in pochi, tra giornalisti e politici, a manifestare solidarietà a te e al tuo collega Gianluigi Nuzzi.

«Non si sorprenda. Siamo in Italia. Nessuno ha il coraggio di mettersi contro il Vaticano».