Vatileaks, Card. Sodano: “I media hanno deformato le notizie”

Pubblicato il 6 Giugno 2012 16:21 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2012 17:06

CITTA’ DEL VATICANO, 6 GIU – A volte sul Vaticano da parte dei media ”dall’informazione si passa alla deformazione delle notizie”. Così il cardinale decano Angelo Sodano all’Osservatore Romano: ”in realtà, di fronte ai fenomeni negativi c’e’ talora la tentazione di inquadrarli in un’ottica sfalsata che può offuscare la bellezza del tutto”.

”La stampa ha certamente la missione di informare l’opinione pubblica sulla Santa Sede”, dice l’ex segretario di Stato vaticano al quotidiano della Santa Sede. ”Ad esempio, ho visto con piacere che si e’ dato grande risalto alla visita di Benedetto XVI a Milano per l’Incontro mondiale delle famiglie – prosegue -; e cosi’ al contributo del Papa e della Chiesa per aiutare i terremotati in Emilia e per sostenere i cristiani della Nigeria, provati da avvenimenti drammatici”.

Secondo il card. Sodano, ”un giudizio diverso viene pero’ spontaneo quando dall’informazione si passa alla deformazione delle notizie. In realta’ – aggiunge -, di fronte ai fenomeni negativi c’e’ talora la tentazione di inquadrarli in un’ottica sfalsata che puo’ offuscare la bellezza del tutto”.

Nell’intervista il cardinale ha detto: ”L’insinuazione di manovre varie mi ha meravigliato, perche’ diversita’ di opinione non significa divisione”. Alla domanda sui media che parlano di divisioni fra i cardinali di Curia Sodano risponde: ”Questa affermazione mi ha meravigliato”.

”Quante volte – spiega il card. Sodano – ho votato in riunioni di cardinali, senza mai stupirmi che un confratello votasse a favore e l’altro contro. Amici eravamo e amici rimanevamo. Alla fine, alla luce dei vari voti, il Santo Padre poteva cosi’ decidere liberamente, con tutti gli elementi di giudizio che gli venivano offerti”.    ”Cio’ succede pure nei concistori, ai quali sono invitati tutti i porporati del mondo – prosegue l’ex segretario di Stato -. Come e’ noto, oggi i cardinali sono 209. E lo stesso accade nelle riunioni di quelli preposti ai dicasteri di Curia o comunque residenti a Roma: qui in tutto siamo 75. E’ quindi ben comprensibile che fra personalita’ diverse, diverse per nazionalita’, per cultura, per sensibilita’ sociale, esistano giudizi differenti sui vari metodi di lavoro”.    Per il cardinale decano, comunque, ”tutti poi si ricompone nell’unita’ fondamentale dello stesso spirito di servizio alla Chiesa di Cristo”.