Vatileaks, Chaouqui minaccia giornalisti: La pagherete cara

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Novembre 2015 8:51 | Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2015 8:51
Vatileaks, Chaouqui minaccia giornalisti: La pagherete cara

Vatileaks, Chaouqui minaccia giornalisti: La pagherete cara

ROMA – “La pagherete cara”: questo il sunto di un lungo sfogo apparso sulla pagina Facebook di Francesca Immacolata Chaouqui e poi rimosso. A pagarla, stando alle minacce, saranno i giornalisti o per usare le sue esatte parole: “Vaticanisti! Giornalisti! Ricettatori dei bassi fondi in possesso degli atti secretati di un processo cui io da imputata non ho potuto vedere gli atti se non per 20 minuti!”.

La donna al centro dell’inchiesta vaticana perché accusata di aver partecipato alla fuga di notizie sfociata nello scandalo Vatileaks 2 minaccia querele ma prima lancia una sfida: “Vi sfido: dimostrate prima dei giudici che sono il corvo! Pubblicate le intercettazioni tra me ed Emiliano Fittipaldi dove gli invio un documento. O quelle fra me e Gianluigi Nuzzi dove gli consegno un foglio, una password. Una soltanto. O uno scambio fra me e qualsiasi giornalista italiano o estero». Lo scrive in un post su Facebook, successivamente rimosso, Francesca Immacolata Chaouqui.

E ancora: “Forza, dimostrate al mondo che ho tradito il Papa. Avete 52 ore prima del processo per tirare fuori le prove. Correte da chi vi ha dato il materiale di ieri (per cui mi risarcirete e a caro prezzo se è materiale vero, e per cui ci rimetterete la carriera se è falso o artefatto) e fatevi dare la prova per cui sono a processo. Correte come ladri a ricettare gli atti privati e pubblicate una prova che sono il corvo”.

“Se non ci riuscite, come accadrà, guardatevi allo specchio e cominciate a contare gli istanti che vi separano da quando un tribunale vero, con un magistrato vero, in Italia vi condannerà a risarcirmi il danno del martirio senza prove che sto subendo a causa di chi al posto di ricordarsi di essere un giornalista e non un esecutore materiale degli ordini dei bassi fondi di un Para-Vaticano vergognosamente viscido, mi denigra e delegittima. Io sono qui e aspetto”.