Vazzola. Rubano auto e sfasciano quella dei vigili per vendetta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 febbraio 2015 13:48 | Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2015 13:48
Vazzola. Rubano auto e sfasciano quella dei vigili per vendetta

Vazzola. Rubano auto e sfasciano quella dei vigili per vendetta

TREVISO – Hanno rubato una Fiat Uno e poi hanno sfasciato l’auto dei vigili urbani per vendetta. Gianluca Zaia, vicesindaco di Vazzola in provincia di Treviso, è infuriato: “Credevo fosse stato un ubriaco, invece è un vero attacco”.

Elisa Giraud sul Gazzettino scrive:

“È giallo a Vazzola dove, nella notte tra sabato e domenica, una banda di malviventi ha danneggiato la vettura in dotazione ai vigili. La banda, con una Fiat Uno rubata, ha colpito violentemente sulla fiancata sinistra la Punto della Polizia che era parcheggiata al solito posto, nel parcheggio dietro al municipio. Poi i malviventi hanno abbandonato l’auto, fuggendo probabilmente a bordo di un altro mezzo. La scoperta domenica mattina da parte di alcuni cittadini”.

I cittadini hanno avvisato il vicesindaco Zaia, che ha commentato:

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“In un primo momento ho pensato che fosse stato opera di un ubriaco. Dal primo controllo fatto domenica mattina l’auto non risultava rubata”.

I proprietari dell’auto hanno denunciato il furto lunedì 2 febbraio, ma il veicolo era stato rubato la sera di sabato 31 gennaio:

” la Fiat Uno era stata rubata sabato sera e la stessa notte i ladri hanno svaligiato le slot machines di alcuni locali della zona. Poi hanno deciso di abbandonare l’auto, non prima di sfondare quella dei vigili provocando migliaia di euro di danni. Dai rilievi compiuti sul veicolo e dalle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, potranno forse emergere indizi utili ad identificare gli autori dell’agguato. Un atto vandalico che in paese non trova spiegazioni”.

L’atto vandalico, secondo alcuni cittadini, sarebbe una vendetta, e il vicesindaco commenta:

“Una vendetta? Che motivo avevano di danneggiare l’auto dei vigili? Gli agenti fanno il loro dovere. Arrivare a compiere un gesto simile fa capire a che livello sia arrivata la nostra società”.