V-Day il 27 dicembre, primi 5 vaccini anti Covid allo Spallanzani: tra loro un’infermiera e due medici

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 Dicembre 2020 16:22 | Ultimo aggiornamento: 22 Dicembre 2020 16:22
ospedale spallanzani, foto ansa

V-Day il 27 dicembre, primi 5 vaccini anti Covid allo Spallanzani (nella foto Ansa): tra loro un’infermiera e due medici

La Direzione dell’Istituto Nazionale di Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani comunica a chi verranno somministrati i primi 5 vaccini anti-Covid nella giornata di domenica 27 dicembre:

“Saranno somministrati i primi cinque vaccini anti-Covid a altrettanti dipendenti dell’Istituto e precisamente: una infermiera, un operatore socio sanitario, una ricercatrice e due medici”. 

Dunque l’infermiera e i due medici che riceveranno il siero per primi in Italia successivamente faranno parte delle unità impegnate a somministrare i vaccini ai colleghi. 

Per quanto riguarda la ricercatrice si tratta di una studiosa impegnata nei laboratori di ricerca dell’Istituto. L’operatore sociosanitario lavora nei reparti Covid.

9.750 dosi del vaccino Pfizer destinate alle Regioni italiane

Saranno distribuite il 26 dicembre le prime 9.750 dosi del vaccino Pfizer destinate alle varie regioni italiane e provenienti dal Belgio.

Le dosi saranno prima stoccate nell’hub dell’ospedale Spallanzani di Roma.

Da qui, per consentire all’intero Paese di partecipare al Vaccine day europeo del 27 dicembre, l’esercito le preleverà per distribuirle in tutte le altre Regioni.

Le successive dosi di Pfizer, così come previsto dal Piano Vaccini, saranno consegnate direttamente dalla casa farmaceutica ai 300 siti di somministrazione individuati dalla Struttura commissariale in accordo con le Regioni.

Vaccino anti-Covid, 955 dosi allo Spallanzani, 1-620 al Niguarda

Dalle 955 dosi allo Spallanzani, fino alle 1.620 al Niguarda di Milano, ospedali e aziende sanitarie hanno già i nominativi di strutture, medici e infermieri che il 27 vaccineranno i propri colleghi in occasione del Vaccine Day.

A Bologna, previste 275 dosi, si faranno in Autostazione e alla Casa di Residenza Giacomo Lercaro.

In Toscana 600 dosi arriveranno all’ospedale Careggi, ma da qui verranno suddivise in stock di cinquanta per ognuno dei 12 ospedali della regione.

A Napoli sono già in allestimento le tensostrutture per le soministrazioni di 720 dosi all’Ospedale Cotugno e all’Ospedale del Mare.

Ad avere il maggior numero di dosi per la prima somministrazione simbolica sarà dunque la Lombardia, con 1.620 dosi, seguita dall’Emilia Romagna (975), dal Lazio (955).

Seguono il Piemonte (910) e il Veneto (875). Le regioni che riceveranno meno dosi sono la Valle d’Aosta (20), il Molise (50) e l’Umbria (85).

Il team per somministrazione sarà formato da un medico e quattro infermieri oltre a personale amministrativo e due operatori socio sanitari.

Poi, a pieno regime, ad essere coinvolti saranno 20mila tra infermieri e medici, compresi quelli di base, i pediatri e il personale delle farmacie.

Militari distribuiranno le dosi Pfizer

“Su richiesta del commissario Domenico Arcuri abbiamo dovuto pianificare con urgenza la distribuzione del vaccino Pfizer (che in un primo momento avrebbe dovuto distribuirlo in proprio alle singole strutture – ndr) che giungerà in Italia il 24″.

Il vaccino “sarà custodito in una prima fase nell’hub centrale dello Spallanzani e, a cura della Difesa, sara’ distribuito e somministrato su 21 siti nazionali’.

A dirlo è il generale Luciano Portolano, rivolgendosi al Presidente della Repubblica durante l’incontro al Coi.

Locatelli: “In autunno 42 mln di vaccinati” 

“I colleghi inglesi ci informano di una maggiore velocità di trasmissione. Per il resto non c’è nulla di diverso” e “non vi sono elementi per pensare che il vaccino possa perdere efficacia”.

A spiegarlo in una intervista a ‘Il Fatto Quotidiano’ è il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli, in merito alla ‘variante inglese’ del Coronavirus.

Dopo l’ok dell’Ema “da Pfizer arriveranno 10 mila dosi il 26 dicembre allo Spallanzani che poi saranno trasferite ai vari centri regionali per il Vaccination day del 27 dicembre”.

Poi, “tra il 30 dicembre e il 4 gennaio dovremmo avere in arrivo nei circa 300 siti regionali altre 3,4 milioni di dosi per 1,7 milioni di persone tra operatori sanitari e ospiti di Rsa”.

Inoltre, nei prossimi nove mesi, “è stato promesso l’arrivo in Italia, in tutto, di quasi 27 milioni di dosi.

Da Moderna, il cui vaccino ci si aspetta essere approvato il 9 gennaio, dovremmo avere 10,8 milioni di dosi sempre nei primi nove mesi e si sta lavorando per avere dosi addizionali di entrambi i vaccini.

Inoltre, dice ancora Locatelli, “avremo a disposizione con tempistiche da definire dosi anche di altri vaccini: Curevac e Johnson & Johnson”.

“L’obiettivo è avere a fine estate, inizio autunno 2021, almeno 42 milioni di vaccinati in Italia, il 70%. della popolazione”.

“Citerei anche il vaccino tutto italiano di Reithera, ministero dell’Università, Regione Lazio e Spallanzani” il cui sviluppo sta dando buoni risultati.

Locatelli non si dice d’accordo con il consulente del ministero Walter Ricciardi che critica le misure di Natale:

“Credo che il presidente del Consiglio e il governo abbiano compiuto uno sforzo notevole per ottenere un buon punto di equilibrio”.

“Dubito che il Paese possa reggere un secondo lockdown”. Rispetto alle scuole “mi auguro che potranno riaprire. Se larga parte delle regioni sarà in fascia gialla ci potranno essere le condizioni” (fonte: Ansa).