Veleno e Diavoli della Bassa Modenese, Davide (il bimbo zero): “Inventai abusi e riti satanici”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Giugno 2021 14:02 | Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2021 14:02
Veleno e Diavoli della Bassa Modenese, Davide (il bimbo zero): "Inventai abusi e riti satanici"

Veleno e Diavoli della Bassa Modenese, Davide (il bimbo zero): “Inventai abusi e riti satanici” NELLA FOTO DAVIDE CON PABLO TRINCIA

Il caso Veleno, quello dei Diavoli della Bassa Modenese, 24 anni dopo parla Davide, ovvero il “bimbo zero” che a Repubblica racconta di essersi inventato tutto. Ma lo fece, all’epoca, per non finire abbandonato, perché, racconta, “i servizi sociali mi tenevano 8 ore a parlare e alla fine spingevano per sentirsi dire quello che volevano che io dicessi”.

Il caso Veleno e i Diavoli della Bassa Modenese: cos’è e come nasce

Del caso si è occupato Pablo Trincia col podcast Veleno, pubblicato nel 2017 da Repubblica. Ora su Amazon Prime è possibile vedere la docu-serie ispirata a questa vicenda. Si tratta di una presunta setta che, tra il 1997 e il 1998, nei due paesi di Mirandola e Massa Finalese, nella Bassa modenese, avrebbe organizzato riti satanici. Riti nei quali sarebbero stati molestati e assassinati bambini. Dalla denuncia di uno dei bambini, Davide appunto, seguì una vasta indagine e l’allontanamento definitivo di sedici bambini dalle proprie famiglie.

Ma la verità processuale stabilì che non ci furono riti satanici né tanto meno che vennero commessi omicidi. Venne inoltre ipotizzato che le tecniche di interrogatorio dei bambini avessero portato a far credere a questi falsi ricordi. Davide all’epoca era stato affidato dai servizi sociali a una famiglia della zona perché i suoi genitori avevano gravi problemi economici. “Un giorno – racconta a Repubblica – vidi che la mia mamma naturale era molto triste e quando tornai nella casa della mia famiglia affidataria ero cupo anche io. La donna che poi divenne la mia madre adottiva si convinse che venivo maltrattato dai miei genitori naturali. E così iniziarono i colloqui con i servizi sociali. Mi tenevano anche 8 ore”.

Davide, il caso Veleno e gli abusi inventati

Oggi Davide ha 31 anni. All’epoca i suoi racconti portarono alle indagini. Alcune persone hanno perso la vita a causa della vergogna e del dolore. I racconti si rivelarono infondati, ma le persone accusate e travolte avevano già scontato la loro pena in carcere ed erano state allontanate dai loro bambini. Davide oggi a Repubblica racconta: “La psicologa e gli assistenti sociali mi martellavano fino a quando non dicevo quello che volevano sentirsi dire. Io avevo anche paura che, se non li avessi accontentati, sarei stato abbandonato dalla mia nuova famiglia, e così inventai. Inventai tutto. Abusi e cimiteri, violenze e riti satanici…”,.

“Inventai dei nomi a caso, su un foglio per disperazione . prosegue -. Ho inventato che mio fratello aveva abusato di me, che c’erano delle persone che facevano dei riti satanici. Ma non c’era nulla di vero. Mi sono inventato tutto. Perché se dicevo che stavo bene non mi credeva nessuno. A forza di insistere ho detto quello che si volevano sentir dire”. Qui la storia completa del caso dei Diavoli della Bassa Modenese.