“Vendo mio voto per pagare accompagnatore per lo scuolabus dei miei figli”

Pubblicato il 3 Febbraio 2013 19:28 | Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2013 20:14
"Vendo mio voto per pagare accompagnatore per lo scuolabus dei miei figli"

“Vendo mio voto per pagare accompagnatore per lo scuolabus dei miei figli”

SCHIAVI D’ABRUZZO (CHIETI) – “Vendo il mio voto per pagare l’accompagnatore dello scuolabus dei miei figli“. E’ la provocazione, forte, di Francesco Bottone, 38 anni, precario, padre di due bimbi di 4 e 2 anni e con un altro in arrivo. “Solo così, almeno per una volta, il mio voto sarà davvero utile”, aggiunge. Lo scuolabus che porta a scuola i suoi figli non ha più un accompagnatore perché non ci sono abbastanza soldi nelle casse del comune. Un esempio di come, coi tagli alla spesa pubblica, molti servizi nei piccoli comuni finiscono azzerati, in barba alla sicurezza e ai bisogni della cittadinanza.

Gli scolari dell’asilo e delle elementari di Schiavi di Abruzzo non hanno più una scuola da 5 anni. Il suo paese è il più alto in provincia di Chieti con i suoi 1.168 metri sul livello del mare e poco meno di mille abitanti. Ogni giorno i bambini per frequentare le lezioni sono costretti a recarsi con lo scuolabus a Castiglione Messer Marino. Otto chilometri all’andata e altrettanti al ritorno su strade di montagne tortuose e dissestate e particolarmente pericolose nei giorni di neve, frequentissimi da quelle parti.

E come se il viaggio non fosse già abbastanza stressante i “piccoli viaggiatori” ora sono anche sprovvisti di un accompagnatore. A bordo dello scuolabus c’è solo l’autista. Una situazione che vìola le leggi vigenti, ma rispetto alla quale pare non si riesca a trovare una soluzione pur di garantire l’istruzione obbligatoria ai 14 bimbi.

Il sindaco di Schiavi di Abruzzo, Luciano Piluso, ha promesso in pubblica piazza che presto sullo scuolabus ci sarebbe stato anche l’accompagnatore per gli alunni più piccoli. Dallo scorso agosto però, quando è stata fatta la vana promessa, l’accompagnatore non si è ancora visto.

Non ci sono soldi e le casse del Comune sono evidentemente in rosso. Ed ecco che un papà mette in vendita il proprio voto. “Con il ricavato, che girerei totalmente al Municipio, finalmente si potrebbe pagare l’accompagnatore per i bimbi delle scuole di Schiavi”.

Ma quanto chiede Francesco Bottone per il suo voto? ”Quanto prende un deputato oppure un consigliere regionale: voglio un mese del loro stipendio. Per un mese non moriranno di fame e il gesto di uno solo dei futuri eletti sarà stato utile ai bambini di Schiavi”. Un mese di onorevole stipendio per avere il servizio garantito per un intero anno scolastico.

“La politica  – prosegue Bottone – serve a risolvere i problemi dei cittadini, giusto? Allora, quale candidato è interessato a voler risolvere il nostro problema? Io resto in attesa, vediamo chi ha il coraggio almeno di chiamarmi”.

Non si è fatta attendere la risposta del Pd: ”Chieda i soldi ai partiti di centrodestra che hanno fatto shopping di parlamentari per restare in piedi al Governo del Paese continuando a fare danni”, ha detto Francesca Puglisi, responsabile nazionale Scuola del PD.