Venerdì 13, perché è considerato un giorno sfortunato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 febbraio 2015 16:14 | Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2015 16:14
Una scena del film Venerdì 13

Una scena del film Venerdì 13

ROMA – Perché venerdì 13 è considerato un giorno sfortunato? Perché il giorno venerdì e il numero 13 citano due ricorrenze sfortunate nella storia della cristianità. Venerdì è il giorno in cui sarebbe stato crocefisso Gesù. Tredici è un numero associato nel cattolicesimo al tredicesimo commensale dell’Ultima Cena: Giuda. “La combinazione di questi elementi avrebbe dato luogo alla superstizione –  spiega Stuart Vyse, professore di psicologia al Connecticut College di New London – La credenza si sarebbe diffusa con il Cristianesimo e anche in zone non cristiane. Si diffuse in maniera capillare in tutto il mondo euro-americano, radicandosi nella cultura in modo molto persistente”.

Sull’origine sfortunata del numero 13 oltre alla spiegazione “cristiana” c’è anche quella “pagana”. Nella mitologia scandinava per esempio c’erano 12 semidei e poi arrivò il tredicesimo, Loki. Ma era crudele con gli uomini: da qui il 13, in quelle terre, è divenuto segno di malaugurio. Ma il numero 13 era considerato sfortunato fin da Alessandro Magno. Gli storici infatti raccontano che Alessandro magno fu ucciso da una sua guardia del corpo dopo aver fatto mettere una propria statua accanto a quelle delle dodici divinità dell’Olimpo.