Veneto, 12enne sospesa da scuola per aver abbracciato una compagna. La mamma: “Mia figlia ribelle come me”

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Dicembre 2020 16:34 | Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre 2020 16:34
Riaperture scuole, il 7 gennaio forse si torna in classe ma superiori in presenza solo al 50%

Riaperture scuole, il 7 gennaio forse si torna in classe ma superiori in presenza solo al 50% (Foto archivio Ansa)

Sospesa per un abbraccio: accade in Veneto, dove una bambina di dodici anni è stata punita in modo esemplare per non aver rispettato le norme anti Covid. 

Il caso, che fa discutere, è avvenuto nella scuola media Romolo Onor di San Donà di Piave. Secondo quanto riporta il Gazzettino, la ragazzina sarebbe stata sospesa per un giorno da scuola per aver salutato una compagna di classe con un abbraccio.

Ma, spiega il quotidiano veneto, non sarebbe stata la sua unica “infrazione”: la giovane alunna sarebbe stata richiamata in più occasioni anche per non aver tenuto la mascherina sul viso. 

Come è noto, tra le indicazioni imposte dal governo a settembre per la riapertura delle scuole, c’è proprio il rispetto del distanziamento interpersonale e l’obbligo di mascherina per tutti dopo i sei anni.

Bambina sospesa, la madre impugna il provvedimento

I fatti risalgono a fine novembre ma solo nei giorni scorsi la madre ha deciso di affidarsi ad un avvocato per impugnare il provvedimento.

“Non si può più stare zitti di fronte a queste cose”, ha detto la donna al Gazzettino, spiegando di non aver più portato la figlia a scuola.

“Da quando è iniziato l’anno scolastico – continua – sono praticamente sempre in presidenza e mia figlia è una ribelle come me: sa la verità e la dice. Si abbassa la mascherina ogni tanto per respirare; risponde ai prof mentre fanno lezioni sul Covid-19 e per questo viene lei stessa richiamata in presidenza, perché vuole raccontare la sua verità”.

“In presidenza continuano a dirmi che i protocolli sono più importanti di tutto. Ma non sono le mie regole e non le accetterò mai perché ingiuste”.

Secca la risposta della dirigente scolastica, Marisa Dariol, che afferma di aver pensato solo alla tutela degli alunni e della ragazzina stessa e si augura che la madre la riporti presto a scuola. (Fonte: Il Gazzettino).