Veneto: sei morti dopo l’operazione al cuore, inchiesta sul batterio killer in sala operatoria

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 novembre 2018 12:01 | Ultimo aggiornamento: 21 novembre 2018 5:43
Veneto: sei morti dopo l'operazione al cuore, inchiesta sul batterio killer in sala operatoria

Veneto: sei morti dopo l’operazione al cuore, inchiesta sul batterio killer in sala operatoria

ROMA – Sei decessi a prima vista inspiegabili, ma con un filo comune: i pazienti morti negli ultimi mesi erano stati tutti operati al cuore in Veneto, a Vicenza, Padova e Treviso. L’ultimo decesso del 2 novembre, quello dell’anestesista Paolo Demo, ha fatto scattare l’allarme e un’inchiesta approfondita: l’uomo era stato operato al cuore due anni fa per la sostituzione di una valvola cardiaca.

Un intervento di routine, senonché si è scoperto che l’uomo è stato infettato da un batterio pericolosissimo, il mycobacterium chimaera. Il sospetto, spiega il Corriere della Sera (e su questo appunto è stata aperta una inchiesta che dovrà fare luce sulla vicenda) è che il batterio fosse annidato in sala operatoria, “nel macchinario per il riscaldamento del sangue, utilizzato dalle sale operatorie di Cardiochirurgia durante le procedure di circolazione extra corporea”.

Il Corriere della Sera aggiunge che stessa sorte hanno subito altri cinque pazienti. Stesse modalità, stessa strumentazione. E stessa morte differita rispetto al momento dell’infezione: il batterio killer infatti ha un tempo di incubazione che va da uno a cinque anni. Febbre e deperimento fisico apparentemente non legati a cause definite, questi i sintomi. Taso di mortalità altissimo: uno su due non ce la fa. 

Ora urge una ricognizione retrospettiva per conoscere tutti coloro che sono entrati in contatto con il macchinario (tra il 2010 e il 2018 ha ordinato il ministero della Salute). Che è usato in tutto il mondo.