Venezia, 21 euro per un cappuccino e una spremuta. Colpa del servizio forzato al tavolo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Giugno 2020 8:56 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2020 10:09
Venezia, 21 euro per un cappuccino e una spremuta. Colpa del servizio al tavolo forzato

Venezia, 21 euro per un cappuccino e una spremuta. Colpa del servizio al tavolo forzato (Foto archivio Ansa)

VENEZIA – Un cappuccino e una spremuta di arancia 21 euro. Un conto salatissimo quello che ha dovuto pagare un cliente di un bar a Venezia.

Una cifra alta non per la tassa coronavirus o per i rincari anche giustificati del post lockdown. Ad alzare il prezzo è stato il servizio al tavolo. Servizio che il cliente non voleva.

A raccontare la storia è lui stesso, al Corriere della Sera: “Se questi sono i prezzi – spiega l’uomo mostrando lo scontrino di ieri mattina – ci andranno solo i turisti. Volevamo bere in piedi ma il personale ci ha invitato a sederci viste le restrizioni, nessuno però ci ha detto che i prezzi erano triplicati. Mai avremmo immaginato di pagare oltre venti euro, un furto”. Il bar in questione si trova ai Giardini Reali. 

Una spremuta 12 euro e un cappuccino 9 euro al tavolo. Nel locale dei Giardini Reali, il prezzo del caffè è di un euro e mezzo al banco ma si alza a 6 se servito al tavolo, il cappuccino passa da 3 a 9 e la spremuta da 5 a 12 euro. Ecco spiegati i 21 euro. Il problema però, è che per il divieto di assembramenti le persone che vorrebbero consumare in piedi non possono farlo se ce ne sono già altre. Forse era il caso di aspettare…

Venezia, la spiegazione del bar.

“C’è dispiacere per quanto accaduto, episodi simili non devono succedere”. E il commento del retail director del bar. “Forse c’è stato un momento di stress al banco e gli operatori non hanno fornito tutte le informazioni che avrebbero dovuto dare. Per il divieto di assembramenti non possiamo servire al bancone oltre un certo numero di clienti, per il contingentamento.

I nostri prezzi sono riportati dai menu e allineati con quelli dei vicini locali della zona capiamo che per i veneziani si tratta di cifre non sostenibili e per questo abbiamo attivato una convenzione con i gondolieri per il pranzo e ne stiamo predisponendo un’altra con prezzi agevolati per i frequentatori dei Giardini Reali. Questa in realtà avrebbe già dovuto esser attiva ma l’emergenza sanitaria ci ha costretto alla chiusura e ha rallentato un po’ tutto”. (Fonte Il Corriere della Sera).