Venezia, croupier licenziato ingiustamente: risarcimento da 1 milione

Pubblicato il 6 Giugno 2015 7:00 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2015 1:52
Venezia, croupier licenziato ingiustamente: risarcimento da 1 milione

Il casinò di Venezia

VENEZIA – Croupier licenziato: gli eredi saranno risarciti con un milione di euro. Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Venezia, condannato il Comune e il Casinò di Venezia a risarcire alcuni croupier che nel 1992 rimasero coinvolti nell‘operazione Zanzibar su presunte truffe realizzate da alcuni dipendenti infedeli.

I croupier in questione vennero assolti al processo, ma nel frattempo erano stati licenziati dalla casa da gioco. Adesso, dopo una lunghissima causa, agli eredi di uno di loro, Silvano Ghedin, arriverà circa un milione di euro, ci informa Gianluca Amadori sul Gazzettino.

E nei prossimi giorni arriveranno anche le sentenze che riguardano altri due colleghi di Ghedin, Luigi Fullin, Franco Tadini Dal Lago, a ciascuno dei quali è prevedibile che venga liquidato un analogo risarcimento.

Scrive Amadori sul Gazzettino:

“Il Comune, prevedendo l’esito negativo del contenzioso, qualche settimana fa aveva provveduto a mettere a bilancio le somme necessarie a far fronte all’uscita. (…) La vicenda è piuttosto complessa: i tre croupier furono licenziati nel 1995 (dopo un periodo di sospensione dal servizio) e successivamente uscirono assolti dal processo penale. In primo grado la sezione lavoro del Tribunale riconobbe loro il diritto ad un risarcimento complessivo di oltre due milioni di euro (in parte già liquidati), sentenza confermata in Appello. Ma la Cassazione annullò, rimettendo gli atti alla Corte di Brescia, per poi approdare ad una diversa sezione della Corte lagunare, presieduta da Roberto Santoro.

I legali di Comune e Casinò hanno resistito fino alla fine sostenendo che, a prescindere dall’esito del processo penale, il licenziamento dei 3 dipendenti era giustificato alla luce del comportamento da loro tenuto, contrario ai doveri di fedeltà e correttezza anche se non penalmente rilevante. Ben diversa la posizione sostenuta dai due croupier e dagli eredi del terzo, assistiti dagli avvocati Giancarlo Tonetto e Gianluca Tessier, i quali hanno cercato di dimostrare di aver subito un torto e, di conseguenza, un grave pregiudizio economico. I giudici hanno accolto le loro richieste”.